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Sport e intestino tra salute e performance

Attività fisica e probiotici contribuiscono alla salute intestinale che è la base del buon atleta

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volgere una regolare attività fisica porta innumerevoli vantaggi. Sono noti gli effetti benefici sull’organismo tra cui un miglior rapporto tra massa muscolare e massa grassa, un apparato cardiovascolare più performante e protezione dalle principali patologie metaboliche quali il diabete di tipo 2 e l’ipercolesterolemia. Non sono da dimenticare anche i vantaggi psicologici che porta con sé l’attività fisica, come il miglioramento dell’umore e la possibilità di socializzazione. Ciò che è meno noto sono gli effetti che una regolare attività fisica ha sul nostro intestino e in particolare sul microbiota intestinale e che è collegato a tutti gli altri vantaggi visti finora.

L’attività fisica migliora la composizione del microbiota

Nonostante gli effetti dell’esercizio fisico sul microbiota dipendano da fattori come l’età del soggetto, lo stato di allenamento e lo stato di grasso corporeo, molti vantaggi sono comuni a tutti i soggetti, ed è sempre più evidente come l’attività fisica migliori composizione e capacità metabolica del microbiota intestinale. Un primo effetto si ha proprio nella composizione del microbiota con un miglioramento del rapporto numerico tra Bacteroidetes e Firmicutes, le principali famiglie batteriche intestinali, portando a un profilo microbico più vario, sano e favorevole all’aumento di massa magra e allo sviluppo ottimale delle funzioni cognitive.

L’attività fisica migliora il potere antinfiammatorio del microbiota

L’attività fisica stimola la crescita di specie batteriche note per le capacità antiinfiammatorie e capaci di produrre acidi grassi a corta catena (ad esempio acetato, propionato e butirrato), fondamentali per la salute delle cellule dell’intestino. Tra queste ricordiamo Akkermansia e Veillonella.

Un microbiota “allenato” contribuisce alle prestazioni sportive

Chi non ha mai sentito parlare dell’acido lattico? Esso viene prodotto dopo sforzi muscolari intensi e il suo accumulo impedisce al muscolo di proseguire il lavoro. Le specie di Veillonella producono l’acido grasso a corta catena propionato proprio partendo dall’acido lattico, permettendo al muscolo stesso di recuperare più rapidamente. Un recente studio ha inoltre dimostrato come la composizione microbica intestinale data dall’attività fisica abbia aumentato il VO2max degli atleti, un parametro biologico che esprime il volume di ossigeno che un corpo riesce ad utilizzare in un’unità di tempo, specchio della capacità stessa dell’atleta di reggere prestazioni sportive intense.

Sport, alimentazione e microbiota. Che intreccio!

Gli atleti di alto livello e tutti coloro che svolgono attività fisica con una certa regolarità seguono generalmente un’alimentazione diversa dal soggetto sedentario, più ricca in carboidrati e in cui spesso sono presenti integratori alimentari. Anche l’assunzione di proteine, di cui gli atleti sono soliti consumare maggiori quantità rispetto al soggetto sedentario, sembra essere un forte modulatore della diversità microbica intestinale. L’apporto di carboidrati e fibre nella dieta invece è associato a una maggior presenza di Prevotella, specie batterica capace di digerire e ricavare energia dai carboidrati. In definitiva si può dire che il microbiota associato all’esercizio fisico possieda una capacità maggiore di estrarre energia dalla dieta e in particolare dai carboidrati, principale carburante del muscolo in attività. In questo modo l’attività fisica modula il microbiota dell’atleta e la sua capacità di metabolizzare i cibi, allo stesso tempo i cibi stessi contribuiranno a modulare il microbiota e indirettamente la prestazione fisica dell’atleta.

Sono uno sportivo, posso ricavare vantaggi dai probiotici?

Come è vero che l’attività fisica può modificare il nostro microbiota, è altrettanto vero che l’assunzione di probiotici può apportare benefici alla nostra attività fisica rinforzando lo stesso microbiota. Prestazioni sportive di elevata intensità e lunga durata, soprattutto se protratte nel tempo come spesso accade nelle stagioni sportive, possono portare a una maggiore produzione di radicali liberi e un aumento della permeabilità intestinale, con seguente calo delle difese immunitarie. Inoltre, l’ansia e la tensione che accompagnano l’evento sportivo tendono a indebolire ulteriormente l’intestino. Conseguenza di ciò sono la comparsa frequente di patologie gastrointestinali e respiratorie, le quali costringono gli atleti a più o meno lunghi periodi di stop influenzando allenamenti e prestazioni. Studi condotti su atleti, in cui venivano somministrate soprattutto specie di lattobacilli, hanno mostrato un netto calo degli episodi respiratori e gastrointestinali. Si pensa che ciò sia dovuto a una regolazione positiva della popolazione microbica, riduzione della permeabilità intestinale, a un miglioramento delle difese immunitarie intestinali e alla maggior produzione di acidi grassi a corta catena.

Abbiamo visto, quindi, come l’attività fisica agisca positivamente sul nostro intestino e come allo stesso tempo la regolazione della nostra salute intestinale apporti vantaggi alla pratica dell’esercizio fisico. Un connubio tra attività fisica e intestino che gli atleti in futuro non potranno ignorare.

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