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Quanto ne sai sui solari?

Come scegliere la giusta protezione

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L’estate è finalmente iniziata e con essa anche le vacanze, che implicano sempre un’esposizione solare maggiore che in altri periodi dell’anno. Ricordiamo che l’abbronzatura è un meccanismo di difesa che il corpo mette in atto grazie alla produzione di melanina post esposizione. Oltre agli indubitabili effetti benefici del sole come la produzione di vitamina D, è doveroso anche ricordare che l’Oms ha redatto un elenco di danni da Uv come la scottatura, la riattivazione dell’herpes labiale ma anche tumori della pelle come i melanomi o i carcinomi. D’obbligo, quindi, un’adeguata protezione solare per esporsi al sole in sicurezza!

Nella scelta possiamo partire prima di tutto dal sun protection factor (Spf): è un numero, obbligatorio su ogni confezione di solare, che indica di quanto viene filtrata l’irradiazione solare. Da più di dieci anni esiste una scala di fattori di protezione universale che indica quando una protezione è bassa (6-10), media (15-25), alta (30-50) o molto alta (50+).

La scelta della protezione giusta è guidata dal fototipo di appartenenza: carnagioni più chiare e con tendenza a scottarsi maggiore hanno bisogno di Spf più alti anche se va sottolineato che tutti hanno bisogno di una protezione proprio per evitare i danni da Uv. Si deve poi fare una considerazione anche sul luogo scelto per la vacanza: infatti, ad altitudini più alte in montagna o a latitudini più basse (in località vicino all’equatore) l’irraggiamento è maggiore e quindi dovrebbe essere scelto un filtro con Spf più alto.

È necessario anche ricordare che il solare va applicato in maniera copiosa e frequente pena risultati disattesi in termini di protezione.

 

Filtri fisici o chimici

Nei solari si possono trovare ingredienti come il biossido di titanio, l’ossido di zinco o il biossido di silicio. Tutte queste sostanze sono filtri fisici cioè pigmenti opachi che riflettono o disperdono la luce ultravioletta. L’industria cosmetica negli ultimi anni si è adoperata, per esempio con la micronizzazione, per rendere questi filtri cosmeticamente più accettabili evitando, per esempio, l’effetto bianco.

I filtri possono anche essere chimici perché derivano da diversi composti chimici come il Paba, i cinnamati e i derivati della canfora per esempio. Tutte queste sostanze assorbono selettivamente i raggi Uv e li convertono in radiazioni meno energetiche rilasciando calore o degradando il filtro stesso.

Ricordiamo che i solari possono contenere sia filtri fisici che chimici quando si ha bisogno di una protezione più incisiva, per esempio nelle cheratosi attiniche.

L’efficacia dei filtri è sovrapponibile, quindi nella scelta possiamo farci guidare dal farmacista di fiducia.

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