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Prepariamoci ad affrontare i malanni stagionali (seconda parte)

Come alleviare la tosse?

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a tosse – pur rappresentando un atto riflesso utile all’organismo che così può espellere quanto ostacola la normale canalizzazione delle vie respiratorie – è una delle prime cause di visita medica. Soprattutto quando correlata ai malanni invernali, diventa fastidiosa e il suo continuo ripetersi crea nel paziente notevole disturbo, per esempio impedendo il sonno.

Secca o produttiva?

Quando è produttiva, cioè produce catarro, la tosse non deve essere sedata perché ha un ruolo fisiologico che è quello di favorire le espettorazioni dei secreti che ristagnano nei bronchi. Il muco bronchiale ha una sua specifica funzione poiché mantiene il tratto respiratorio umido e riscalda e purifica l’aria inalata. Viene normalmente secreto da specifiche cellule e, quando raggiunge la faringe, in parte viene deglutito e in parte riassorbito.

L’irritazione o infiammazione del tratto respiratorio causa la produzione di muco in maggior quantità che assume carattere di essudato catarrale, impedendo la normale circolazione dell’aria. Il nostro organismo quindi ricorre alla tosse per espellere il catarro in eccesso.

In tale situazione, gli espettoranti sono utili per diminuire la viscosità dell’essudato facilitando la rimozione delle secrezioni attraverso la tosse.

Esistono i cosiddetti espettoranti diretti, che contengono oli essenziali quali eucalipto, malaleuca, timo, e gli espettoranti indiretti, che contengono sostanze che provocano una lieve irritazione della mucosa gastrica che attiva un riflesso il cui effetto è quello espettorante.

Nel caso della tosse secca, vengono in aiuto i cosiddetti sedativi, in grado di proteggere la mucosa orale dalle irritazioni svolgendo un’azione antinfiammatoria, emolliente e lenitiva.

In fitoterapia esistono prodotti in grado di sedare la tosse e in grado di svolgere un’azione espettorante diretta e indiretta.

Come sempre la natura ci offre validi rimedi curativi che vanno usati con criterio e conoscenza in quanto veri e propri farmaci vegetali. Vediamone alcuni.

1. eucalipto (Eucalyptus globulus)

L’olio essenziale si ottiene per distillazione in corrente di vapore delle foglie fresche o dei rametti terminali. 

Ha azione antinfiammatoria, antibatterica, broncodilatatrice e mucolitica.

Controindicazioni

Da non usare:

  • in pazienti con malattie gastro-enteriche, con epatopatie;
  • in applicazione su viso e naso di neonati e infanti.

2. MALALEUCA O TEA TREE

L’olio essenziale si ottiene per distillazione in corrente di vapore delle foglie.

L’attività è antibatterica e si usa per le affezioni delle vie aeree superiori con ipersecrezione di muco perché lavora come espettorante.

Controindicazioni

Da non usare:

  • in pazienti con malattie gastro-enteriche, epatopatie.;
  • in applicazione su viso e naso di neonati e infanti.

3. TIMO (Thymus vulgaris)

L’olio essenziale si ottiene per distillazione in corrente di vapore da foglie e fiori.

È stato per molto tempo usato in medicina e nei rituali religiosi. Il nome deriva dal greco “profumare” (usanza greca di bruciare cespugli di timo nei falò offerti agli dei). Potrebbe derivare però anche dall’egiziano in rifermento ad una pianta usata per l’imbalsamazione.

Veniva usato per purificare l’aria e allontanare gli insetti ed in cucina per aromatizzare le vivande e mascherare i cattivi odori.

Ha attività antibatterica, antifungina, antinfiammatoria, espettorante, antitussiva. Largo uso ha lo sciroppo nei bambini sopra 1 anno per i catarri.

Controindicazioni

Da non utilizzare in applicazione su viso e naso di neonati e infanti.

Erbacea perenne, alta 1-2 m, con fusti legnosi eretti. 

Cresce in Europa centrale e Stati Uniti ma viene coltivata in tutto il mondo.

Il nome deriva dal greco altaino che significa io guarisco.

Gli antichi ne sfruttavano le proprietà lenitive ed emollienti per curare le piaghe ed era ampiamente coltivata nei giardini dei monasteri. Santa Ildegarda la consigliava per curare la febbre, la tosse e l’ingorgo delle vie respiratorie.

È una pianta contenente mucillagini che vengono tradizionalmente impiegate per alleviare la tosse secca. Formano infatti uno strato protettivo in grado di proteggere la mucosa dalle irritazioni, decongestionando e sfiammando l’epitelio bronchiale, riducendo così la secrezione catarrale.

È una pianta sicura come le altre sue colleghe, la malva foglie e fiori, il tiglio fiori.

A differenza di queste non si usa in tisana poiché verrebbe estratto soprattutto amido che non ha potere curativo.

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