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La visita podologica

Rimettersi “al passo” con la salute del piede

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Luigi Gulisano è laureato sia in tecniche ortopediche sia in podologia e specializzato in scienze delle tecniche assistenziali; possiede inoltre una grandissima esperienza professionale e potremmo definirlo uno specialista del piede.

Lo abbiamo intervistato per fare luce sulla visita podologica, servizio ad alto livello offerto dalla Sanit Service di via Grazioli a Trento.

Dottor Gulisano, ci può spiegare in cosa consiste il suo lavoro di podologo?

Il podologo è un professionista sanitario che tratta direttamente con metodi incruenti (non chirurgici) o con l’utilizzo di ortesi(*) le problematiche della cute e degli annessi cutanei del piede dopo un attento esame obiettivo. Inoltre, assiste i pazienti affetti da malattie a rischio come il diabete per prevenire le complicazioni attraverso un’educazione sanitaria specifica per il singolo.

Infine, il podologo si occupa del piede doloroso in generale, valutando, attraverso l’analisi biomeccanica, l’appoggio e il cammino: in questo modo si individuano eventuali alterazioni del passo.

La podologia, per semplificazione, si potrebbe quindi dividere in due macroaree: la prima si occupa dei trattamenti podologici come calli, onicomicosi e unghie incarnite; la seconda, di cui io mi occupo presso la Sanit Service, approfondisce lo studio del piede e del passo.

Come si svolge la visita podologica?

La visita si divide in tre momenti fondamentali.

Il momento iniziale è dedicato all’anamnesi, ovvero alla raccolta di informazioni che riguardano la storia clinica del paziente.

In un secondo tempo si inizia la visita vera e propria attraverso un esame obiettivo del piede che prevede la valutazione sia della cute e degli annessi cutanei, che quella di tutte le articolazioni del piede. In questa seconda fase se necessario si effettuano dei test muscolari e neurologici.

Nella terza ed ultima fase viene eseguito un esame statico baropodometrico con pedana computerizzata e un esame dinamico su tapis roulant che rileva le pressioni del piede, sia in stazione eretta del corpo od ortostasi che durante il cammino. Inoltre, questo esame ci può fornire informazioni importanti sulla postura del paziente: un appoggio scorretto del piede può determinare patologie dolorose a carico della schiena, delle gambe e, più in generale di tutto il corpo.

Quando rivolgersi al podologo?

È consigliabile sottoporsi a una visita di questo tipo in alcune situazioni: quando si avverte dolore ai piedi o dolore sovrasegmetario (dal ginocchio al bacino) che si accentua con la deambulazione; in presenza di alterazioni della morfologia del piede come, per esempio, l’alluce valgo, le dita a martello, il piede piatto o il piede cavo; in presenza di patologie croniche a rischio che potrebbero determinare delle complicanze come il piede diabetico o reumatico.

Infine, anche lo sportivo può avvalersi di questo servizio perché l’indagine delle caratteristiche funzionali del piede permette poi di adottare strategie che possono migliorare la performance sportiva.

Quale può essere l’esito di una visita podologica?

Il podologo, dopo attenta valutazione, può consigliare l’utilizzo di un’ortesi plantare, di un’ortesi in silicone ed eventuali esercizi correttivi. È bene ricordare che, come per tutti i professionisti sanitari, anche per il podologo il lavoro di équipe è fondamentale: per questo motivo si avvale della collaborazione di altre figure professionali, come ad esempio l’osteopata, il fisioterapista, il tecnico ortopedico. Nel caso in cui il dolore non fosse causato da una disfunzione del piede si richiede l’intervento dell’ortopedico o di altri specialisti, per un approfondimento diagnostico.

(*) Il termine “ortesi” definisce un ausilio ortopedico applicato all’esterno del corpo allo scopo di:

– immobilizzare parzialmente o totalmente una articolazione o un segmento corporeo;

– limitare il campo di movimento in una o più direzioni, definendo il campo di mobilità

– vicariale un deficit funzionale;

– ridurre il carico gravante sull’arto patologico, a scopo preventivo;

– alleviare il dolore.

Sono ortesi di uso comune i plantari e le calzature ortopediche, i tutori.

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