LA RIVISTA DELLE FARMACIE COMUNALI DELLA TUA CITTÀ

Iperpigmentazione: cause e rimedi

34

I

l colore naturale della pelle è dovuto principalmente alla presenza di melanina, un pigmento prodotto da cellule specifiche, chiamate melanociti, che si trovano nello strato più profondo dell’epidermide, lo strato basale. Esistono due tipi di melanina, che normalmente coesistono in percentuali variabili nelle differenti etnie e nei diversi individui. Questi sono l’eumelanina (pigmento di colore marrone scuro) e la feomelanina (pigmento di colore rosso o giallo). La presenza dell’uno o dell’altro tipo di melanina determina la diversità della pigmentazione cutanea degli individui e la loro risposta all’esposizione al sole.

Il processo che porta alla pigmentazione cutanea (detto melanogenesi) è piuttosto complesso e prevede la trasformazione di un aminoacido, la L-Tirosina, in melanina e la sua successiva distribuzione, sotto forma di piccoli granuli (i melanosomi), dai melanociti ai cheratinociti circostanti, in senso orizzontale, dove si accumula contribuendo a determinare la pigmentazione della pelle. La pigmentazione si diffonde in questo modo in maniera uniforme e omogenea. 

Talvolta, per cause diverse e meccanismi ancora in parte sconosciuti, può succedere che alcuni melanociti inizino a produrre melanina in eccesso che, anziché diffondere in senso orizzontale, tende a diffondersi in verticale accumulandosi in alcune zone e dando vita a delle macchie brune o discromie iperpigmentate, ossia aree, più o meno estese, in cui la pelle assume un colorito più scuro rispetto alla cute circostante.

Fattori scatenanti

Questa produzione eccessiva di melanina può esser stimolata da una serie di fattori come l’eccessiva esposizione al sole, i fattori genetici, l’età, gli influssi ormonali, piccole ferite della pelle e/o processi infiammatori. 

Gli influssi ormonali in particolare sono la causa principale di un certo tipo di iperpigmentazione conosciuto come melasma o cloasma. È particolarmente comune fra le donne in gravidanza o che assumono la pillola anticoncezionale, sembra infatti che siano gli ormoni femminili come l’estrogeno e il progesterone a stimolare una produzione eccessiva di melanina inseguito l’esposizione della pelle al sole.

L’iperpigmentazione può inoltre anche esser sintomatica di alcune patologie, come alcune malattie autoimmuni e gastrointestinali, disordini metabolici e mancanza di vitamine o un effetto collaterale di trattamenti farmacologici e farmaci fotosensibilizzanti (ad esempio ormonali, chemioterapia, antibiotici, antimalarici, antiepilettici.).

Come suggerisce il nome, l’iperpigmentazione posti-infiammatoria si manifesta invece in seguito a una ferita o un’infiammazione, come un taglio, una scottatura, un’esposizione chimica, l’acne, l’eczema o la psoriasi. 

Non tutte le discromie sono uguali, possiamo distinguere due principali tipi di macchie:

• localizzate: le lentigo solari, le macchie dell’età e le post-imperfezioni (es.acne) sono in genere di forma arrotondata/ovale con un contorno piuttosto definito e si presentano normalmente isolate o in piccoli gruppi. Interessano perlopiù mani, volto, decolté;

• diffuse: il melasma/cloasma è di solito di forma irregolare con bordi poco definiti e piuttosto esteso. Di solito si presenta sulla fronte, sulle guance o sul labbro superiore.

Azioni e trattamenti in sinergia

Si parte dal presupposto che limitare il tempo di esposizione al sole, indossare indumenti protettivi e usare uno schermo solare ad ampio spettro con un elevato fattore di protezione può aiutare a ridurre il rischio di sviluppare l’iperpigmentazione ed evitare che le macchie scure già esistenti peggiorino. Ogni trattamento delle discromie deve poi esser modulato in base al tipo di macchia, localizzata o diffusa e richiede tempi piuttosto lunghi dal momento che gli effetti sono visibili solo dopo il completamento del normale processo di rinnovamento cutaneo, ovvero circa dopo 4 settimane.

È possibile ricorrere a trattamenti dermocosetici come la terapia laser, il peeling chimico e luce pulsata che però devono esser sempre consigliati ed effettuati da uno specialista.

Per intervenire in maniera efficace sulla melanogenesi dal punto di vista cosmetico si utilizzano trattamenti formulati con diversi principi attivi che agiscono in maniera sinergica: è infatti importante combinare più sostanze per andare ad agire a più livelli sui processi che portano al rinnovamento dell’epidermide, alla produzione e distribuzione della melanina.

Una buona strategia deve quindi agire su più fronti:

• Stimolare il ricambio cellulare così da favorire il rinnovamento degli strati più superficiali della pelle. La rimozione delle cellule più superficiali consente di ottenere un immediato effetto schiarente, rende la pelle più luminosa e la prepara a ricevere i trattamenti successivi. Tra gli attivi più utilizzati per ottenere una buona esfoliazione ci sono gli alfa-idrossiacidi (AHA) come l’acido glicolico e l’acido mandelico, sostanze in grado di penetrare gli strati superficiali della cute e spezzare i legami che tengono unite le cellule dell’epidermide. 

• Inibire la formazione della melanina tramite l’utilizzo di sostanze in grado di contrastare l’enzima tirosinasi che svolge un ruolo cardine nella melanogenesi trasformando l’amminoacido tirosina in melanina. Ne sono degli esempi il metilgentisato (sostanza di origina naturale che deriva dalla radice di genziana), l’arbutina, l’acido azelaico, il resorcinolo, il resveratrolo e l’estratto di liquirizia. 

• Inibire il trasferimento della melanina dallo strato basale alla superficie dell’epidermide. A tale scopo vengono utilizzate attivi come la niacinamide in grado di inibire il trasferimento dei melanosomi. 

• Utilizzare sostanze ad azione antiossidante come la vitamina C in grado di bloccare gli effetti dello stress ossidativo e contrastare i radicali liberi che possono indurre la sintesi della melanina. 

• Proteggere efficacemente la pelle dalle radiazioni UV utilizzando regolarmente prodotti con filtri solari scelti a seconda del fototipo e della stagione.

Una buona routine depigmentante quotidiana prevederà quindi almeno tre step fondamentali: una detersione ad effetto esfoliante, un trattamento protettivo dai raggi UV durante il giorno e un trattamento intensivo che potrà essere un siero uniformante per macchie diffuse o una formula da applicare in modo mirato per macchie localizzate.

I commenti sono chiusi.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza ed erogare servizi di qualità. Utilizzando questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie. Accetto Informativa sulla Privacy