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“Il ciclo non è un lusso”

Farmacie Comunali di Trento abbassa l’Iva sui prodotti igienico-sanitari femminili

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Pare un’ovvietà il titolo della petizione “Il ciclo non è un lusso” lanciata nel 2018 su Change.org da Onde rosa, una piccola associazione italiana di giovani donne. Infatti, il ciclo mestruale non è una scelta e nemmeno un lusso. È proprio la parola “lusso” a suscitare il problema, poiché gli assorbenti – il cui utilizzo è ovviamente una necessità – in Italia continuano a essere considerati beni di lusso e come tali sono tassati con Iva al 22%.

Da anni si parla periodicamente della cosiddetta “tampon tax”, che non è soltanto un problema italiano, chiedendo la diminuzione dell’Iva sugli assorbenti. Mentre altri Paesi europei hanno deciso di abbassare l’aliquota, in Italia dal 2020 l’Iva è stata ridotta al 5%, ma solo per i prodotti compostabili e lavabili che, però, rappresentano una minima parte dei prodotti in commercio. La vicenda è diventata oggetto di una battaglia economico-sociale.

Da maggio possiamo dire con orgoglio che, ancora una volta, nelle farmacie di Farmacie Comunali Spa (quelle con il cuore) l’attenzione ai bisogni sia di salute sia sociali dell’utenza ha generato una positiva risposta: gli assorbenti non sono più beni di lusso, ma di prima necessità.

L’Azienda, infatti, applica sugli assorbenti venduti nelle farmacie comunali uno sconto significativo, riducendo l’impatto dell’Iva sull’acquisto come se fosse al 4%, come recita lo slogan “l’Iva la paghiamo noi al tuo posto” della locandina esposta nelle farmacie comunali.

L’iniziativa, decisa durante l’assemblea di approvazione del bilancio, fa sua la campagna “Il ciclo non è un lusso” e diventa parte attiva sul territorio per ridurre il costo economico di quello che è il ciclo mestruale per le donne. «Il 4% è l’aliquota ridotta di cui usufruiscono alcune categorie, come gli invalidi – spiega Lorenzo Arnoldi, direttore generale di Farmacie Comunali Spa –. Sarebbe bene applicarla anche per gli assorbenti femminili, visto che si tratta dell’uso obbligatorio di un prodotto legato a una condizione fisiologica dell’organismo della donna».

La vicenda della “tampon tax” mostra come questa aliquota sia, oltre una tassa ingiusta, anche elemento discriminatorio di genere. La battaglia economico-sociale in corso non è solo una questione femminile ma coinvolge tutti perché ha a che fare con la dignità degli individui.

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