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200 anni di Florence Nightingale

Fondatrice della moderna assistenza infermieristica

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ell’anno di Florence Nightingale, ovvero del bicentenario della sua nascita, e degli infermieri tutti, come proclamato dall’ONU all’inizio di questo 2020, un percorso sulla fondatrice dell’infermieristica (nursing in inglese) è non solo un dovere celebrativo, bensì un’occasione di riflessione per tutti.

Nata a Firenze (da qui il nome) nel 1820 da genitori inglesi benestanti, sin da giovanissima Florence mostra grande interesse per il miglioramento del sistema sanitario inglese. All’epoca gli ospedali non erano esattamente come li conosciamo ora: erano grandi camerate con molti letti, poca igiene e, soprattutto, poche conoscenze. Il concetto di igiene era pressoché ignoto: i medici non si lavavano le mani prima di eseguire interventi chirurgici ed entravano in sala operatoria con gli stessi abiti che indossavano per strada. La mortalità intraospedaliera era molto elevata.

Nightingale intuisce che per migliorare i risultati dell’assistenza sanitaria britannica era necessario iniziare a lavorare su alcuni concetti fondamentali, quali l’igiene degli ambienti e degli stili di vita,  l’organizzazione dei servizi socioassistenziali e la relazione d’aiuto con i malati.

È intorno a questi concetti, ma anche all’esperienza diretta, che riuscirà a costruire le basi per la nascita e lo sviluppo del nursing.

Litografia a colori da un quadro di Henrietta Rae. foto: commons.wikimedia.org

Esperienza fondamentale fu sul campo di battaglia della guerra di Crimea, ove si recò con 38 infermiere da lei stessa istruite. Il grafico cosiddetto “dei cunei”, realizzato da Nightingale per spiegare come durante la guerra di Crimea i suoi interventi assistenziali avessero sensibilmente ridotto la mortalità per malattie tra i soldati inglesi, è un capolavoro di statistica rappresentativa e, nello stesso tempo può essere considerato uno dei primi esempi di applicazioni assistenziali basate sull’evidenza scientifica.

Le sue esperienze, ciò che aveva visto, i risultati ottenuti, saranno alla base del prezioso trattato, Notes on Nursing, pubblicato nel 1859 a Londra e l’anno seguente a Boston: pagine ancora attuali. «Osservando le malattie, sia nelle abitazioni private sia negli ospedali pubblici, ciò che colpisce con maggior forza è il fatto che i sintomi dolorosi che di solito si considerano inevitabili e propri di quel male, molto spesso non ne sono affatto i sintomi ma sono dovuti ad altro: alla mancanza di aria fresca, o di luce, o di tepore, o di tranquillità, o di pulizia, o di regolarità e attenzione nella dieta alimentare…».

Nella convinzione che il nursing fosse un mezzo, il migliore, per salvare vite umane, nonostante la maggior parte del mondo medico di allora lo giudicasse inutile, Nightingale attribuì grande importanza alla formazione infermieristica: nel giro di qualche anno gli ospedali di tutti i continenti avrebbero chiesto che le infermiere Nightingale aprissero nuove scuole.

A lei dobbiamo essere grati di avere lottato per creare una professione tuttora fondamentale, come tristemente evidenziato dalla recente esperienza a 200 anni dalla sua nascita. 

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