LA RIVISTA DELLE FARMACIE COMUNALI DELLA TUA CITTÀ

La rinnovata farmacia comunale di Fusignano

Riqualificare per mantenere il dinamismo del servizio

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a prima tappa di quest’anno tra le farmacie comunali del territorio ci vede a Fusignano. Anche qui incontriamo il Sindaco, Nicola Pasi, che intervistiamo per approfondire il legame tra la farmacia e il territorio e conoscere le novità della recente riqualificazione dei locali della comunale San Rocco.

Una farmacia ricca di storia che dal 1990 si affaccia su piazza Battista Emaldi, mostrando l’elegante facciata dello storico edificio in cui è sita. Infatti, la farmacia comunale si trova all’interno del settecentesco complesso di San Rocco, che ospitava l’ospedale cittadino. La data di nascita del primo ospedale non si conosce con precisione ma, presumibilmente, risale intorno alla  metà del 1400 quando Francesco Corelli fondò un ricovero per pellegrini, dedicato al loro protettore San Rocco. L’Hospitale di Fusignano per i poveri nasce ufficialmente il 26 giugno 1517 con la licenza del vescovo, mentre nel 1796 fu poi inaugurato il nuovo ospedale civile nella struttura in parte ancora oggi esistente, che nei secoli successivi fu adeguata alle nuove esigenze igienico-sanitarie e che, con l’attuazione del Decreto Legislativo n.502 del 1992, venne chiusa.

Signor Sindaco, ci troviamo difronte a un locale storico al centro di Fusignano, per parlare di uno dei riferimento per la salute del territorio: la farmacia comunale.

«Ne sono convintissimo. Le farmacie, con la loro presenza capillare sul territorio, sono sempre state un presidio sanitario importantissimo per le comunità, e i mesi complessi che stiamo vivendo ne hanno dato ulteriore conferma. Senza confondere ruoli e competenze, le farmacie sono per molte persone un primo riferimento ove poter condividere bisogni o chiedere informazioni in merito alla propria salute e al proprio benessere. Da tempo poi le farmacie svolgono funzioni sempre più integrate con il Sistema Sanitario Nazionale e tra le varie competenze ne costituiscono il principale sportello territoriale del Centro Unico di Prenotazione (CUP). In questi mesi di pandemia, è proprio grazie alla presenza capillare delle farmacie che abbiamo potuto distribuire le prime mascherine, svolgere attività di screening sierologica ed effettuare i tamponi rapidi alle famiglie. Farmacie competenti, efficienti e orientate all’ascolto delle persone sono sempre state – e costituiscono tutt’ora – un riferimento imprescindibile a supporto dell’interno del Servizio Sanitario Nazionale. Sta al nostro tempo immaginarne l’evoluzione e le innovazioni affinché possano consolidare tale ruolo anche negli anni avvenire. Quest’ultima è una considerazione che vale per molte delle nostre attività ma la scelta, a mio avviso lungimirante, di mantenere la gestione pubblica delle storiche farmacie comunali ci coinvolge direttamente in tale responsabilità».

L’emergenza pandemica ha in parte ostacolato l’avanzamento dei lavori di riqualificazione, ma ora la comunale San Rocco si presenta in una veste ancor più funzionale.

«I luoghi devono sapersi periodicamente adattare all’innovarsi delle funzioni che ospitano. L’intervento di ristrutturazione e ampliamento Museo Civico San Rocco è stata occasione per ripensare anche ai locali dell’adiacente farmacia comunale. Un ragionamento che ha coinvolto fin da subito Ravenna Farmacie nelle persone della direttrice Barbara Pesci e dei due presidenti Paolo Pirazzini e Bruna Baldassarri che nel frattempo si sono avvicendati alla guida della società pubblica che gestisce le farmacie comunali di Alfonsine, Cotignola, Fusignano e Ravenna. Abbiamo insieme condiviso di ampliare e qualificare gli spazi di ingresso e di esposizione dei prodotti, di differenziarne i punti informativi e di vendita per organizzare al meglio i diversi servizi, di ammodernarne gli impianti ed in particolare di gestire in modo automatizzato il magazzino recuperando allo scopo un apposito locale liberatosi dalla riorganizzazione museale. Le sopravvenute complessità di questi mesi non hanno certo accelerato i lavori, ma al contempo ha reso evidente la necessità di quei maggiori spazi che l’ultimazione delle opere consentirà di mettere a disposizione degli utenti. La compresenza di un cantiere e di un’attività delicata come quella in essere nella nostra farmacia non è mai cosa che passa inosservata ed inevitabilmente qualche disagio lo crea. Allo stesso tempo però permette di testare fin da subito i nuovi spazi e di poter finalizzare al meglio la conclusione delle opere. A breve la comunità di Fusignano potrà apprezzare i nuovi e fruire al meglio i nuovi spazi e sono sicuro che sarà ancora più orgogliosa della propria rinnovata farmacia comunale».

La storica facciata della farmacia di Fusignano mostra ancora
oggi l’eleganza dell’edificio
che la ospita.

In questo numero della rivista parliamo di telemedicina, tema che il cui valore è emerso durante i mesi dell’emergenza. In qualità di referente del settore Innovazione tecnologica per l’Unione dei Comuni della bassa Romagna, qual è il suo pensiero in merito.

«Immaginare e costruire il futuro sono forse le cose più importanti di questi mesi complicatissimi. Vale per tantissime nostre attività ed in modo particolare per il Servizio Sanitario Nazionale. Lo abbiamo capito in maniera diffusa la scorsa primavera. Non dimentichiamocelo! Il futuro prossimo delle nostre comunità si caratterizzerà per un approccio di accesso ai servizi sempre più digitale. Era una dinamica già avviata, e la pandemia, costringendoci in casa e a ridurre i contatti personali, ne ha accelerato enormemente i tempi e allargato la platea degli utenti che nel frattempo si è cimentata nell’imparare e utilizzare le nuove tecnologie. Non conosco in dettaglio tutte le potenzialità che la telemedicina può mettere a disposizione delle cure primarie, ma sono sicuro che sarà un’opportunità determinate per poter innovare la medicina di base. Ritengo a riguardo che il nostro territorio, che culturalmente ha sempre scelto il campo dell’innovazione, debba guardare e sperimentare con convinzione in tale direzione e che al contempo debba farlo accompagnando e non lasciando solo chi inizialmente faticherà a coglierne le opportunità. Siamo una terra che nel corso della propria storia recente ha sempre cercato e trovato in ogni cambiamento la giusta sintesi tra innovazione ed inclusione. Un approccio che fa parte della nostra cultura politica diffusa, direi quasi a diventarne un elemento caratterizzante».

In chiusura, possiamo rivelare che il suo legame con le farmacie comunali risale ai ricordi dell’infanzia.

«Qui entriamo nel personale. Quando ero piccolo la farmacia comunale di Fusignano era anzitutto il luogo dove lavorava mia mamma. Le foto di quegli anni, con mia madre Silvana trentenne in gran spolvero col camice bianco, fanno parte dell’album di famiglia, e i racconti delle vicende vissute dietro il bancone appartengono alle storie della mia infanzia. La nostra farmacia, come è giusto e fondamentale che sia, è cambiata molto nel corso di quest’ultimo quasi mezzo secolo. Ma quasi sempre le cose che cambiano sanno al contempo mantenere gli aspetti che le contraddistinguono e in qualche modo le rendono speciali. La conservazione dei valori caratterizzanti è un aspetto essenziale del cambiamento. Mi auguro pertanto che anche in futuro la nostra farmacia sappia cogliere ogni muova opportunità e che continui a innovarsi senza però mai perdere la consapevolezza di ciò che ha fin qui rappresentato per la nostra comunità: essere il luogo ove le persone si rivolgono per essere ascoltate, capite e poter ricevere il consiglio utile a migliorare il proprio benessere. Era così quando ci lavorava mia madre, è così oggi e così dovrà essere domani».

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