LA RIVISTA DELLE FARMACIE COMUNALI DELLA TUA CITTÀ

La farmacia comunale di Cotignola

Parte attiva della medicina territoriale e riferimento di fiducia

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n occasione dei cinquant’anni di Ravenna Farmacie, abbiamo intervistato il sindaco di Ravenna presentando storia e attività dell’azienda che gestisce le farmacie comunali, assicurando efficienza e professionalità dei singoli presidi. Proseguiamo la conoscenza dei territori e delle amministrazioni che condividono con Ravenna Farmacie la mission del servizio per la salute degli abitanti tramite le farmacie comunali.

In questo numero incontriamo Luca Piovaccari, sindaco di Cotignola. Qui la farmacia trovò sede nel 1914 nei locali dell’Ospedale Civile come competenza della Congregazione di Carità, passando poi nel 1980 al Comune di Cotignola che, nel 2007, ne affidò la gestione a Ravenna Farmacie.

Dottor Piovaccari, una storia che inizia oltre un secolo fa, raccontando l’evoluzione del presidio farmaceutico di Cotignola che oggi conosciamo come la farmacia comunale.

Sicuramente l’attività della farmacia si è modificata profondamente in questi cento anni ma con una costante: quella di essere un presidio territoriale fondamentale per la vita delle nostre comunità, non solo per le attività svolte ma anche per il forte rapporto di fiducia tra operatori e i cittadini che ha sempre contraddistinto questo servizio. Non a caso una volta i nostri nonni dicevano che nei paesi le figure di riferimento erano quelle del sindaco, del prete, del maresciallo dei carabinieri e del farmacista.

Sindaco di Cotignola e responsabile dell’Ufficio relazioni con il pubblico di Lugo per del’Ausl della Romagna (in aspettativa). Incarichi che denotano quanto l’ascolto dei bisogni dei cittadini sia al centro della sua attenzione. Come può la Pubblica amministrazione recepire i bisogni di salute?

Sono convinto che il ruolo di Sindaco vada interpretato prima di tutto in funzione di ascolto e confronto con i cittadini, per intercettare i loro bisogni. Poi naturalmente occorre la capacità di interpretare queste esigenze e di mettere in campo azioni concrete per dare loro risposta; tra queste sicuramente quelle legate alla salute devono avere la massima priorità. Questa terribile pandemia ci ha insegnato, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che senza la salute tutte le altre dimensioni della nostra vita rischiano di sfaldarsi in un attimo. Come amministratori dobbiamo sempre avere in testa questa priorità in tutte le scelte che facciamo, nella consapevolezza che lo stato di benessere di una persona non dipende solo dai servizi sociosanitari, che naturalmente devono essere diffusi ed efficienti, ma anche da tante altre componenti che hanno a che fare con le condizioni economiche, il livello di istruzione, la possibilità di godere di opportunità di socialità e di crescita culturale. Ecco il nostro (difficile) compito è quello di mettere in condizioni tutte le persone di avere pari opportunità di accesso ai servizi e pari dignità nel costruire il proprio progetto di vita, agendo su tutti questi determinanti della salute.

L’emergenza Covid-19 ha evidenziato il valore centrale delle farmacie come primo presidio di salute al quale i cittadini si rivolgono. 

Non c’è dubbio che durante le fasi più acute dell’emergenza le farmacie abbiano dato una grande risposta, non solo facendosi carico della prima significativa distribuzione di mascherine, ma anche garantendo costantemente quelle risposte e quella vicinanza ai bisogni dei cittadini. Sono stati mesi di grande disorientamento per tutti e poter contare su alcuni punti di riferimento (come le farmacie), ha dato serenità alla persone che non potevano più contare sulla quasi totalità dei servizi sanitari.

Per questo credo sia necessario ringraziare la Direttrice della nostra farmacia, Chiara Mordenti, tutte le sue collaboratrici e in generale tutte le persone che lavorano all’interno di Ravenna Farmacie S.r.l. per il grande senso di responsabilità dimostrato in quei mesi così difficili per non fare mai mancare il loro supporto ai cittadini. Più in generale questa pandemia ha fatto emergere con forza la centralità del pubblico nell’erogazione dei servizi essenziali; la nostra sanità pubblica, pur con tutte le sue difficoltà, ha dimostrato ancora una volta la propria resilienza e la grande professionalità del suo personale. Questo credo confermi la bontà della scelta politica fatta anche qui a Cotignola sulla nostra farmacia, sulla quale si è mantenuto il controllo pubblico che consente all’ente locale di poter presidiare da vicino l’evoluzione di questi servizi con l’obiettivo di renderli sempre più vicini alle esigenze della propria collettività.

Prossimità e integrazione sono, quindi, le due sfide sulle quali la Sanità deve investire, soprattutto pensando alla gestione della cronicità. Il concetto di “farmacia dei servizi” va in questa direzione.

Queste mesi confermano la tendenza verso una farmacia sempre più orientata ad offrire una gamma di servizi ampia e articolata; in particolare sono convinto che con l’indebolimento della rete dei medici di famiglia, per i quali nei prossimi anni non sarà garantita la piena sostituzione dei pensionamenti, diventerà indispensabile pensare a farmacie in grado di diventare ancora di più parte attiva della medicina territoriale, con l’attivazione presso le proprie sedi di ambulatori specialistici e/o infermieristici o di punti integrati di telemedicina o tele assistenza, così come dovrà essere potenziata l’integrazione con gli stessi medici di famiglia e medici specialisti, come avvenuto per esempio durante il lockdown con l’invio della ricetta digitale da parte del medico direttamente alle farmacie con un evidente beneficio per gli utenti. 

Insomma, farmacie intese come parti integranti della rete dei servizi sociosanitari in grado di sviluppare la propria attività in modo capillare e diffuso su tutto il territorio, andando a coprire anche zone periferiche sulle quali spesso i servizi sono più carenti. 

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