LA RIVISTA DELLE FARMACIE COMUNALI DELLA TUA CITTÀ

Antibiotico-resistenza: cosa possiamo fare?

L’uso scorretto degli antibiotici li rende inefficaci

17

Il 18 novembre ricorre la Giornata europea degli antibiotici (“European Antibiotic Awareness Day” – Eaad) nell’ambito della contestuale Settimana mondiale sull’uso consapevole degli antibiotici (World Antibiotic Awareness Week – Waaw) promossa dall’Oms. Entrambi gli eventi hanno l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini, gli operatori sanitari e i decisori politici sull’importanza di un uso consapevole degli antibiotici per limitare l’antibiotico-resistenza (Ar) e più in generale l’antimicrobico-resistenza (Amr).

È fondamentale, infatti, assumere tutti gli antimicrobici (antibiotici cioè antibatterici, antivirali, antimicotici e antiparassitari) sulla base di una prescrizione medica e continuare la terapia farmacologica senza interruzione, al fine di prevenire l’ulteriore insorgenza e diffusione della resistenza ai farmaci.

Che cos’è l’antibiotico-resistenza

È un fenomeno di naturale adattamento dei batteri all’azione di un antibiotico: grazie a modificazioni genetiche, i batteri riescono a sopravvivere neutralizzando l’azione del farmaco utilizzato.

Il fenomeno è cresciuto in modo consistente e allarmante negli ultimi anni a causa di un uso eccessivo e in molti casi improprio degli antibiotici in medicina sia umana sia veterinaria.

In occasione della Giornata europea sull’uso consapevole degli antibiotici, l’Istituto superiore di sanità (Iss) pubblica i nuovi Rapporti della Sorveglianza nazionale dell’antibiotico-resistenza (Ar-Iss) e della Sorveglianza nazionale dedicata alle batteriemie causate da enterobatteri produttori di carbapenemasi (Cpe). Dai dati dell’ultimo rapporto pubblicato emerge che nel 2019 in Italia le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici per gli 8 patogeni sotto sorveglianza (Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter species) si mantengono elevate e talvolta in aumento rispetto agli anni precedenti. Questi livelli elevati limitano l’efficacia degli antibiotici nella cura delle infezioni e rappresentano un importante problema di sanità pubblica.

Anche l’Ecdc ha pubblicato i Rapporti annuali della sorveglianza dell’Amr e del consumo di antimicrobici nei paesi Ue/See. I dati mostrano che i livelli dell’Amr nel periodo relativo al 2015-2019 e del consumo di antimicrobici nel 2019 sono ancora fonte di preoccupazione.

Antibiotici e pandemia Covid-19

L’Oms, ricordando l’importanza dell’igiene delle mani nella prevenzione delle infezioni, ribadisce la necessità di un uso consapevole degli antibiotici anche durante l’attuale pandemia di Covid-19. Il Covid-19, come tutte le infezioni virali, non va trattato con gli antibiotici che devono essere utilizzati solo in caso di un’infezione batterica concomitante. Durante l’evento Contrasto all’antibiotico resistenza nel paziente fragile: riflessioni e azioni da condividere in previsione del rinnovo del PNCAR – organizzato da Motore Sanità lo scorso marzo – il professor Francesco Menichetti, direttore U.O. Malattie Infettive dell’Azienda ospedaliera universitaria Pisana, ha dichiarato “l’epidemia di Covid-19 che da un anno ha colpito anche il nostro Paese ha amplificato in modo tangibile, talvolta drammatico, il problema dell’antibiotico resistenza. Molti pazienti affetti da Covid-19 con insufficienza respiratoria che ha richiesto supporto ventilatorio sono infatti stati vittima di infezioni da microrganismi multi-resistenti, in particolare nel setting intensivistico”. Ricordando anche che “l’abuso di antibiotici che inizialmente ha connotato il trattamento della polmonite da Covid-19 ha raggiunto picchi preoccupanti, con tre pazienti su quattro trattati senza alcun motivo con terapia antibiotica”.

Affermazioni confermate dai dati divulgati dal Rapporto L’uso degli antibiotici in Italia edito dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) dove si legge che «Per valutare l’impatto dell’epidemia da Covid-19, il consumo di antibiotici registrato nel primo semestre 2020 è stato confrontato con quello dello stesso periodo del 2019, sia nell’ambito dell’assistenza farmaceutica convenzionata sia in quello degli acquisti da parte delle strutture sanitarie pubbliche». Per queste ultime «l’incremento degli acquisti registra un picco nel mese di marzo 2020, con un valore raddoppiato rispetto al 2019.

I macrolidi (*) mostrano un incremento del 77% rispetto al 2019, con l’azitromicina che fa registrare un aumento del 160%».

Il Rapporto, inoltre, sottolinea nei “messaggi chiave” che «è necessario monitorare l’andamento dei consumi di antibiotici in particolar modo in un contesto di emergenza sanitaria come quello attuale per evitare il rischio di una maggiore diffusione delle resistenze microbiche».

(*) categoria di antibiotici 

Siamo informati e consapevoli?

In occasione della Giornata europea dello scorso anno è stato presentato il rapporto Gli italiani e gli antibiotici: informazione, utilizzo e consapevolezza del fenomeno dell’antimicrobico resistenza, realizzato dal Censis in collaborazione con il Settore di Igiene dell’Università di Foggia nell’ambito di un progetto del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm). La ricerca ha indagato conoscenze, attitudini e comportamenti della popolazione in merito agli antibiotici e all’Ar ed è stata effettuata su poco più di 1400 italiani adulti, tra i quali sono state individuate tre categorie maggiormente coinvolte e interessate all’uso degli antibiotici: i genitori di figli da 0 a 11 anni; gli anziani dai 65 anni in su; e i possessori di animali domestici. I risultati descritti nel rapporto costituiscono una base importante per comprendere le carenze conoscitive e le motivazioni dell’impiego degli antibiotici: solo un cittadino su due sa cos’è l’antibiotico resistenza e uno su cinque ne ha sentito parlare.

È interessante notare che le informazioni più diffuse hanno come fonte prevalente il medico di famiglia (72%), seguito dal farmacista (27%). I media tradizionali (Tv e stampa) sono la seconda fonte più citata soprattutto dagli anziani, mentre è meno rilevante il ruolo di Internet. Va inoltre segnalato che il foglietto illustrativo di antibiotici già utilizzati viene indicato come fonte di informazione da circa un terzo del campione nazionale e delle altre categorie, con l’unica esclusione dei più anziani, in cui la quota si dimezza.

 

 

Fonti

• antibiotic.ecdc.europa.eu/it

• epicentro.iss.it/antibiotico-resistenza/

• salute.gov.it – Piano nazionale di contrasto dell’antimicrobico-resistenza (Pncar) 2017-2020

• Censis – Gli italiani e gli antibiotici: informazione, utilizzo e consapevolezza del fenomeno dell’antimicrobico resistenza

• aifa.gov.it – Osservatorio Nazionale sull’impiego dei Medicinali. L’uso degli antibiotici in Italia. Rapporto Nazionale 2019. Roma: Agenzia Italiana del Farmaco, 2020

• Motore sanità – webinar Contrasto all’antibiotico resistenza nel paziente fragile: riflessioni e azioni da condividere in previsione del rinnovo del PNCAR – 2021

I commenti sono chiusi.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza ed erogare servizi di qualità. Utilizzando questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie. Accetto Informativa sulla Privacy