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Un 2020 che parla di salute, natura e innovazione

Nuovi progetti per una visione circolare di salute

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ra impossibile immaginare un anno così particolare. Si sapeva che il 2020 sarebbe stato l’Anno Internazionale della Salute delle Piante (IYPH2020) ma nulla di più. L’occasione perfetta per i fitopatologi di tutto il mondo di celebrare un tema centrale nell’economia mondiale: la salute delle piante. In campo agricolo, forestale e ambientale.

Fa piacere che l’Italia sia il paese in cui l’IYPH2020 sia stato così tanto oggetto di attenzione. Degli oltre 180 eventi organizzati in Europa la maggior parte si è svolta nel Bel Paese. Sicuramente anche grazie alla presenza della FAO a Roma e alla grande capacità dell’International Plant Protection Convention di coinvolgere e motivare gli attori locali. Torino, grazie al Centro Agroinnova dell’Università di Torino e alle Istituzioni locali, è stata sicuramente una delle città protagoniste di questo 2020 sulla Salute delle Piante. Roma, Milano e Catania gli altri grandi fulcri delle celebrazioni.

Ovviamente, è difficile non parlare di ciò che sarebbe dovuto essere. Possiamo, però, veramente essere contenti di quanto è stato fatto vista la profonda difficoltà incontrata nei primi sei mesi di questo 2020. Difficoltà da non considerare tutte negative: abbiamo imparato tanto e siamo stati obbligati a modificare il nostro modo di intendere il rapporto con il nostro pubblico.

Una natura da riscoprire

Negli scorsi mesi l’uomo è stato costretto a fermarsi mentre la natura, silenziosamente, si è risvegliata. La natura, in tutte le sue forme, ha reagito, mostrandoci la sua resilienza, quasi a ricordarci che tutto scorre, reagisce e riparte. Sono nati quindi nuovi progetti da questa crisi. Progetti che hanno preso in considerazione l’uomo ma soprattutto l’ecosistema in cui esso vive. Animali, piante e ambiente. L’ambiente è un organismo vivente in perenne evoluzione. Dunque, la nostra salute dipende anche dall’ambiente in cui viviamo e gestirne le trasformazioni incide sulla qualità della vita delle comunità. Per questo è importante salvaguardarlo e tutelarlo: perché rappresenta il nostro passato, il nostro presente e, soprattutto, il nostro futuro. La salute in una visione circolare è un concetto complesso che nasce dal sistema di interazioni e interdipendenze tra noi e l’ambiente in cui viviamo. Misurare questa capacità della natura a resistere ci permette di guardare al futuro con la consapevolezza che in futuro dovremo alla natura più rispetto.

La Pandemia e l’innovazione tecnologica scaturita

Oltre alla reazione della natura, la pandemia ci ha insegnato a lavorare online, in smart working, attraverso dirette streaming, podcast e webinar. Non sempre in maniera positiva ed efficacie, anzi. Ciò che prima già si faceva in modo eccezionale (e quindi con motivi ben precisi da un punto di vista comunicativo-strumentale) è stato forzato alla normalità. Con dibattiti infiniti, spesso dal pubblico poco apprezzati, ritenuti freddi e talvolta noiosi. La crisi però ci ha consentito di cogliere opportunità anche nell’organizzazione del lavoro, ha permesso di sfruttare metodi di formazione a distanza che potranno essere utili ad esempio nella formazione permanente.

D’altra parte, il settore agro-alimentare si è dimostrato quanto mai vitale e indispensabile. L’importanza delle piante e della loro salute è ora compresa da tutti. Non c’è disciplina più entusiasmante, viva e attuale della patologia vegetale. Per le sue interconnessioni con la salute circolare, con la sicurezza alimentare, con la qualità dell’ambiente, con la bellezza del paesaggio, con la disponibilità di cibo e mangimi nei paesi terzi, essa fornisce ai ricercatori opportunità incredibili di incidere significativamente sulla società in cui vivono.

L’Anno Internazionale della Salute delle Piante continuerà ad essere celebrato fino a giugno 2021 e al suo Congresso mondiale in Finlandia. Il Festival Plant Health di Torino continuerà anch’esso a celebrare questi temi. Distribuito su più mesi, ha coinvolto tanti enti e istituzioni del Piemonte e continuerà a farlo. Aggiungiamo inoltre che Agroinnova ha compiuto diciotto anni nel 2020. Un anno proprio speciale e positivo per ripartire con voglia di innovazione e ricerca.

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