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Smart Drugs: le droghe furbe

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anni fa usciva Trainspotting, un film – tratto dall’omonimo romanzo – che cambiò le regole del cinema britannico e che ancora oggi rimane uno dei film più realistici sulla tossicodipendenza.

Una pellicola che esprime il malessere di vivere oltre le aspettative, cercando al di fuori di sé l’aiuto per farlo e trovando nelle droghe “l’aiuto” contro il dolore e l’inferlicità. In questo vortice esistenziale che richiede maggiore velocità e miglioramento di prestazioni, hanno trovato spazio anche sostanze che si sono presentate “sotto mentite spoglie” al pari di “innocui” potenziatori cognitivi o potenziatori di memoria: le smart drugs.

Per taluni il termine smart drugs indica tutta una serie di bevande energetiche o pastiglie stimolanti (che tentano di simulare l’effetto dell’ecstasy) che assicurano effetti eccitanti pur rimanendo nella legalità (caffeina, ginseng ecc.): vengono proposte e consumate soprattutto in ambienti giovanili (discoteche, rave party ecc.). Per altri le smart drugs si confondono molto più con le droghe naturali o droghe etniche, confinando il loro consumo ad ambienti più alternativi rispetto alla discoteca.

In realtà, sembrerebbe che l’espressione prenda origine dal fatto che le smart drugs sono le “droghe furbe” perché non perseguite o perseguibili dalla legge, in quanto non presenti come tali o come principi attivi in esse contenuti nelle tabelle legislative delle corrispondenti leggi che proibiscono l’uso di sostanze stupefacenti e psicotrope.

Una certezza c’è ed è che i rischi per la salute sono tanti: rilevanti le problematiche psichiatriche correlate e i vari disturbi d’organo, soprattutto cardiaci, renali e respiratori, che vengono costantemente aggravati per il contemporaneo uso di alcol e altre droghe. In Italia, il Sistema nazionale di allerta precoce rileva annualmente decine di casi di intossicazione acuta correlati all’assunzione di nuove sostanze psicoattive (Nsp) che hanno avuto bisogno di cure intensive presso i pronto soccorso. Da segnalare, inoltre, la sempre maggiore diffusione delle “droghe da stupro”, che hanno la capacità di stordire, confondere e così cancellare i ricordi.

Un mondo in rapida evoluzione

La definizione di smart drugs cambia continuamente, non solo includendo diversi tipi di sostanze che rientrano in questa categoria, ma anche da un punto di vista concettuale e culturale. Negli anni ’90 del secolo scorso il termine smart drugs si diffuse negli Stati Uniti riferendosi ad alcuni farmaci utilizzati come coadiuvanti in malattie come la senilità. Nel 1991, il libro Smart Drugs and Nutrients, scritto dal gerontologo americano Ward Dean e dal giornalista John Morgenthaler, descriveva dozzine di sostanze con “azione cerebrale” o “nootropica” che secondo quanto riferito erano in grado di agire sulle “performance” generali dell’individuo e aumentavano le prestazioni mentali e la potenza sessuale.

Mentre alcune di queste sostanze sono semplici integratori dietetici, miscele di vitamine, oligoelementi, aminoacidi, altre possiedono presunte o accertate proprietà psicoattive. Il determinante comune di tutte le smart drugs è in ogni caso la libera vendita e la mancanza di informazioni scientifiche per quanto riguarda il loro potenziale abuso con caratteristiche tali da essere incluse nell’elenco delle sostanze stupefacenti soggette a controllo e quindi alle leggi vigenti sugli stupefacenti.

Due esempi a mostrare la complessità della situazione.

L’Istituto Superiore di Sanità riporta il caso della Salvia divinorum, pianta regolarmente e legalmente venduta negli smart shop (come profumatore ambientale) il cui incremento nell’uso tra i frequentatori di tali negozi ha destato la preoccupazione delle autorità competenti, le quali, dopo ricerche approfondite sugli effetti psicoattivi e allucinogeni della pianta, già nel 2005 hanno deciso di inserirla con il suo principio attivo (salvinorina A) nella tabella I dell’elenco delle sostanze stupefacenti e psicotrope all’articolo 14 del DPR 309/90 e successive modifiche.

Nel 2013 l’Agenzia francese per la sicurezza sanitaria e alimentare, si è espressa sulle cosiddette bevande energetiche (a base di caffeina, ma anche taurina), analizzando 257 casi di reazioni avverse, tra cui attacchi di panico, nervosismo ed epilessia.

Monitoraggio e legislazione

In Italia a partire dal 2003, per conto del Ministro della Salute, l’Unità Farmaci da abuso e doping dell’Istituto superiore di sanità ha effettuato analisi quali-quantitative e valutazioni farmaco-tossicologiche sui prodotti sequestrati in “smart shop”, erboristerie, negozi di etnobotanica, e-commerce e di solito proposti in confezioni contenenti estratti vegetali essiccati con nomi, etichette e involucri diversi.

Alla fine del 2008 il Dipartimento Politiche antidroga ha attivato il Sistema nazionale allerta precoce e risposta rapida con l’obiettivo di individuare precocemente i fenomeni potenzialmente pericolosi per la salute pubblica correlati alla comparsa di nuove sostanze e di nuove modalità di consumo e di attivare segnalazioni di preallerta o allerta che tempestivamente coinvolgano le strutture deputate alla tutela della salute e responsabili della eventuale attivazione di misure in risposta alle emergenze. Nel corso di questi anni il Sistema allerta precoce ha monitorato strettamente la situazione sul territorio italiano rilevando centinaia di nuove sostanze psicoattive circolanti e identificando la pericolosità di alcune di esse ai fini del loro adeguato e rapido inserimento nelle tabelle nazionali delle sostanze stupefacenti da parte del Ministero della Salute. Solo nel mese di agosto dello scorso anno sono stati emanati due decreti ministeriali che inseriscono, rispettivamente, la pianta e tintura Papaver somniferum (tabella I e tabella medicinali) e una serie  di nuove sostanze psicoattive  di sintesi  (tabella I, tabella IV) con la sostanza phenibut (tabella medicinali). Sono risposte efficaci a metodologie criminali affinate ed in continua evoluzione in un mercato che utilizza principalmente internet per la pubblicazione delle offerte di vendita, per la raccolta degli ordinativi e dei pagamenti e si avvale dei normali corrieri postali per la consegna a domicilio.

Aggiornarsi online

Ogni anno l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (European monitoring centre for drugs and drug addiction Emcdda) pubblica la Relazione europea sulla droga: dal oltre dieci anni l’analisi di questo mercato evidenzia come sia progressivamente più difficile esaminare lo stato dell’arte a causa della continua comparsa di nuove sostanze psicoattive create per imitare gli effetti generalmente causati da droghe già inserite nelle tabelle delle sostanze vietate.

Sul sito dell’Istituto superiore di sanità, nella sezione documenti, è online la terza edizione del libro Smart Drugs. In questa edizione si è provveduto all’aggiornamento legislativo, farmacotossicologico e analitico delle monografie delle piante presenti già presenti, all’inserimento di sei nuove monografie di smart drugs di origine vegetale, per le quali si è osservato un numero crescente di siti telematici che ne promuovevano la vendita, e infine sono stati aggiunti capitoli riguardanti i cannabinoidi sintetici, i catinoni sintetici, le nuove designer drugs, i potenziatori delle performance sessuali e le bevande energetiche. Sebbene non esaustive, le notizie contenute in questa terza edizione del Libro riportano dati di studi e ricerche italiani e della letteratura internazionale in merito e forniscono informazioni utili.

La Direzione centrale per i servizi antidroga (DCSA) – organismo interforze istituito nel Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno – ha funzioni di coordinamento e supporto alle attività delle Forze di Polizia impegnate nel contrasto al narcotraffico, in ambito nazionale ed internazionale. Nel suo sito antidroga.interno.gov.it sono reperibili informazioni relative al quadro normativo di riferimento, agli inserimenti di nuove droghe nelle tabelle, dati di situazione, report, rotte degli stupefacenti, iniziative e progetti, notizie sulle principali droghe in circolazione sul mercato clandestino. È anche possibile confrontarsi con i temi di maggiore attualità in materia di droghe, come la diffusione delle smart drugs e la nuova frontiera del commercio di stupefacenti attraverso internet o il fenomeno della coltivazione e commercializzazione della canapa agroindustriale.

 

Fonti:

• aifa.gov.it

• iss.it

• antidroga.interno.gov.it

• carabinieri.it

• Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze, Relazione europea sulla droga: Tendenze e sviluppi, 2020

• Dipartimento del Farmaco – ISS, Smart Drugs, terza edizione (*)

 

 

Una salvia psicoattiva (*)

Nome: Salvia divinorum
Famiglia: Labiatae
Genere: Salvia
Specie: Salvia divinorum Epling & Jativ
Sinonimi: hojas de Maria, yerba Maria, hierba de la pastora, ska Maria pastora, magic mint, diviner’s mint
Provenienza: Messico
Principi attivi: salvinorina A, considerato il più potente allucinogeno di origine naturale conosciuto.

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