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15 anni di legge Sirchia

La salute dei polmoni (e non solo) ringrazia

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l 10 gennaio 2005 entrava in vigore la cosiddetta Legge Sirchia – dal nome del ministro della Salute che la propose – per la tutela dal fumo passivo.

Si trattava dell’applicazione su tutto il territorio nazionale di quanto previsto dalla Legge n. 3 del 16 gennaio 2003 (art. 51) “Tutela della salute dei non fumatori”, ovvero del principale intervento normativo in Italia in materia di tabacco. Finalmente era stata introdotta la legge che difendeva il diritto di tutti di non respirare aria densa di fumo di tabacco nei locali pubblici chiusi.

A questo provvedimento cardine ne sono seguiti altri, tra cui, nel 2016, il recepimento della direttiva europea che ha introdotto il divieto di fumo in auto in presenza di bambini e donne incinta, nei giardini degli ospedali, così come i nuovi pacchetti con le immagini e il testo che coprono il 65% della superficie per avvisare dei rischi collegati al fumo.

Tra i principali effetti ottenuti dalla legge antifumo nel corso degli anni vi è sicuramente quello legato al ruolo educativo che essa ha avuto nel sensibilizzare la popolazione nei confronti dei danni provocati dal fumo passivo e nell’accrescere la consapevolezza rispetto ai danni dell’uso del tabacco. Due dei tanti dati forniti dell’Istituto superiore di sanità (ISS) esemplificano le ricadute positive dall’entrata in vigore di tale legge: le richieste di aiuto al Telefono Verde Fumo (TVF) 800.554.088 sono quintuplicate, i fumatori in Italia sono diminuiti di circa un milione.

In occasione della ricorrenza dei 15 anni della legge Sirchia, l’ISS ricorda che “già nel 2005 il 90% degli italiani si dichiarava favorevole alla creazione di spazi per fumatori nei locali pubblici e al divieto di fumare al di fuori di essi. Nel 2006, ad un anno dall’entrata in vigore della nuova legge, l’88,2% degli intervistati nell’indagine dichiarava che il divieto di fumo nei locali pubblici veniva sostanzialmente rispettato”.

Oggi, il rispetto del divieto di fumo nei luoghi chiusi è diventato un comportamento adottato nella maggior parte dei casi in tutta Italia: secondo i dati dell’indagine Passi relativi al 2018, infatti, è totalmente rispettato in circa il 73% dei casi.

Purtroppo, l’introduzione sul mercato dei prodotti alternativi alla sigaretta tradizionale (sigaretta elettronica e prodotti a tabacco riscaldato) e una legislazione che deve adeguarsi ai nuovi scenari del mercato di questi prodotti stanno rimettendo in discussione l’educazione al comportamento rispettoso nei confronti dei non fumatori. Il 62,6% degli utilizzatori di sigaretta elettronica ed il 62% dei fumatori di sigarette a tabacco riscaldato si sentono infatti liberi di usare questi prodotti nei luoghi chiusi (mezzi di trasporto pubblici, privati, locali ecc.).

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