LA RIVISTA DELLE FARMACIE COMUNALI DELLA TUA CITTÀ

Quattro risate e una cosa seria…

La vita del farmacista tra ricette e qualche sorriso

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Raccontare la giornata di un farmacista può essere una cosa facile. Facilissima. Anzi difficile. Richieste di medicine pronunciate con dizione da far impallidire un accademico della Crusca. Prodotti da banco improbabili almeno nelle parole degli astanti. Clienti sempre più esigenti. E visto che con la salute non si scherza, c’è anche altro con cui strappare un sorriso. Qualche volta, infatti ci può stare una risata davanti a certe richieste che vanno interpretate più degli scritti di certi medici più simili ai geroglifici di Tutankamon che ad altro. Ed ecco allora fiorire una serie di aneddoti, racconti non di fantasia che scaturiscono dalla vita quotidiana vissuta dietro al bancone.

C’è quello che chiede “l’aspirina incandescente” a posto di quella effervescente. L’altra signora dei quartieri alti che si impunta per avere la pomata miracolosa. Deve essere quella contro “gli isterismi della cellulite”. La parola inestetismi è brutta anche solamente da pronunciare. Figuriamoci quando trattasi di uno strafalcione. La mamma apprensiva che pretende per il suo pargolo un poco viziatello un “ciuccio antiatomico” al posto di quello anatomico. O la genitrice apprensiva che vuole fare alla figlia un “attestato di gravidanza”. Si sa che certe cose della Natura vanno certificate ad imperitura memoria… Del resto di questi tempi e con tali chiari di luna meglio portarsi avanti.

Ma a volte i discepoli di Galeno si sono imbattuti pure nell’uomo macio, macissimo, senza fare una piega. “Vorrei dei profilattici a effetto ritardato. (ritardanti)”. Verdone non avrebbe saputo trovare di meglio. Come del resto Alberto Sordi davanti a una richiesta che sfiora la violazione del Codice penale: “Voglio subito l’Amaro micidiale Giuliani. (amaro medicinale Giuliani)”.

Non tutti però chiedono i sandali del dottor Kinder o le supposte di glicemia.

Dietro al lavoro del farmacista c’è una realtà ben consolidata. A cominciare dal numero delle farmacie presenti su tutto quanto il territorio nazionale. La densità di farmacie per abitanti in Italia (una ogni 3.129 abitanti) è in linea con la media europea (una ogni 3.275 abitanti) a conferma della grande capillarità della farmacia italiana.

Sono 17.656 quelle private e 1.676 quelle pubbliche per un totale di 19.331. Si va dagli 3.089 esercizi in Lombardia (473 pubbliche) ai 52 della Valle d’Aosta (7 pubbliche). Al di là delle medie date dalla statistica, occorre tenere presente che in molti centri fatti da piccoli e minuscoli comuni o frazioni sono aperti armadi farmaceutici gestiti, di norma, dalla farmacia più vicina. In tal modo viene assicurato il servizio farmaceutico anche in centri in cui un’esercizio non potrebbe sopravvivere.

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