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La mascherina: sentirsi un po’ come “Zorro”

La “nuova vita” inizia con l’estate

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Ammettiamolo: ci sentiamo un po’ tutti come Zorro senza la maschera, in mezzo alla gente. Titubanti, in parte ancora impauriti e con una latente ipocondria, maturata negli ultimi lunghi mesi di paura, generata anche da una comunicazione troppo spesso puntata sul sensazionalismo della morte. Sui quotidiani numeri che hanno finito per aumentare oltre misura le angosce. Non discriminando mai tra i chiari decessi per Covid-19 e quelli a cui il Covid-19 si è aggiunto complicando un quadro clinico già abbastanza compromesso da altre patologie.

Dal 28 giugno siamo in una nuova dimensione: all’aperto, e in situazioni di sicurezza, possiamo evitare di indossare la mascherina. In Campania dovranno attendere fino al 31 luglio.

È forse questa la vera grande notizia dopo 16 lunghi mesi che hanno fortemente segnato la nostra storia recente. Eccoci così in questa ‘nuova vita’, per certi versi insolita dopo tante restrizioni e lunghe settimane di lockdown. Quasi non pare vero.

Liberi tutti?

Non è proprio il caso e non può essere ancora così perché le varianti di questo famigerato coronavirus, in particolare quella chiamata Delta, stanno lasciando ancora il segno. In Sudafrica, dall’altra, parte del Pianeta, dove si è entrati nella stagione invernale, hanno optato per due settimane di lockdown. Stessa cosa  accade in Australia nell’area metropolitana di Sidney. Anche nel più vicino Israele, dove sono tutti vaccinati, le autorità raccomandano ancora l’uso della mascherina negli spazi chiusi, restringendo le aree internazionali dov’è possibile viaggiare.

Insomma, questo maledetto Covid-19 non sta affatto mollando la presa. Muta e si adatta con una certa velocità all’umano. La nostra speranza si chiama vaccino, ma anche la possibilità di intervenire in tempi rapidi sui singoli casi e su eventuali focolai che ancora potrebbero accendersi.

Al momento di scrivere queste note, che vogliono solo richiamare all’attenzione nei comportamenti, circa 50 milioni sono le somministrazioni di vaccini con 18 milioni di italiani che hanno completato il ciclo e possono così ricevere il ‘Green pass’. Tradotto in percentuale, siamo a circa il 33% della popolazione over 12. Un terzo esatto. (dati 28 giugno 2021)

Fermo restando che la strada intrapresa con grande ritmo dal Commissario straordinario per l’emergenza sanitaria Generale Francesco Figliuolo è quella giusta, dovremo attendere ancora qualche settimana per vedere vaccinati tutti con almeno una dose e per sperare nella cosiddetta ‘immunità di gregge’ entro l’autunno.

No alla paura, sì all’attenzione

Il clima meteo, da quanto osservato lo scorso anno, gioca, senza dubbio, la sua parte. Se vogliamo si sta ripetendo ciò che era accaduto nell’estate 2020 quando erano diminuiti casi e ricoveri, tanto che le terapie intensive si erano svuotate, per poi tornare a riempirsi con l’arrivo della stagione fredda. E l’anno scorso i vaccini non c’erano. Questo fa pensare davvero che, una volta vaccinati tutti, si potrà vivere una nuova vita, senza l’angoscia dei mesi maledetti di quest’ultimo anno e mezzo.

Intanto, la raccomandazione è quella di non sottovalutare il virus. Ve lo dice uno che col Covid-19 ha combattuto per quasi due mesi, trovandosi in condizioni non proprio tranquille. Quindi, nessun negazionismo e soprattutto non fatevi venire dubbi sulle vaccinazioni. In caso di tentennamenti, di patologie o disturbi conclamati, consultate il vostro medico di base e soprattutto esprimete chiaramente nel questionario somministrato dai sanitari al centro vaccinale ogni vostra criticità riferita in particolare a malattie pregresse o in essere, alle cure fatte e ai medicinali presi.

Intanto, viviamo la vostra vita senza troppe paure, con quel pizzico di giusta attenzione, soprattutto nei locali chiusi e in caso di potenziale assembramento.

Per il momento, in caso di necessità, facciamo ancora come don Diego de la Vega e trasformiamoci in Zorro per combattere il pericolo. E per chiudere con ironia: la mascherina è pur sempre utile quando incrociamo qualcuno che non abbiamo voglia di salutare.

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