LA RIVISTA DELLE FARMACIE COMUNALI DELLA TUA CITTÀ

Insieme per migliorare la condizione giovanile

Progetti monzesi per i ragazzi del territorio

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«La società sta cambiando. La nostra città sta cambiando e con essa anche il mondo dei giovani, soprattutto dei minori. I casi di difficoltà nella gestione delle relazioni sono più frequenti di quanto si possa immaginare. Si pensi, ad esempio, all’esplosione del bullismo, “spinto” dai social, ma anche ai ragazzi che soffrono la separazione fra i genitori. Condizioni che rischiano di avvicinare i più giovani e i più fragili al mondo delle dipendenze: dalla droga, dall’alcol, ma anche dal gioco». L’assessore alle Politiche Sociali Désirée Merlini ha le idee chiare sull’evoluzione della condizione giovanile nel post pandemia.

L’assessore alle Politiche Sociali Désirée Merlini.

Cosa possiamo fare per arginare questa deriva?

La strada è una sola ed è obbligata. Dobbiamo lavorare insieme – enti pubblici, privati, terzo settore, scuole e istituzioni religiose – perché solo ascoltando i più giovani e parlando con loro potremo costruire una società migliore.

Secondo questa logica da poco avete aperto un “tavolo” sulle dipendenze e la devianza giovanile.

Sì, è uno spazio di confronto tra istituzioni, partner del Terzo settore e della società civile che mettono a disposizione le loro risorse e competenze in tema di prevenzione. Il “tavolo” dovrà raccogliere dati e studi sulle dipendenze patologiche, promuovere campagne informative e interventi innovativi per la prevenzione dei disturbi correlati alle «dipendenze». L’obiettivo è costruire un percorso di crescita sana e di relazioni positive con i giovani. Le associazioni del territorio e il terzo settore, insieme alla famiglia, sono senza dubbio le realtà più adatte per consolidare il senso di appartenenza e di comunità. L’istituzione di questo gruppo di lavoro è l’occasione per monitorare l’evoluzione della condizione giovanile monzese e per orientare l’azione delle «agenzie educative», utilizzando un linguaggio immediato per un coinvolgimento diretto dei giovani. 

A proposito di dialogo con i giovani, nelle scorse settimane avete pubblicato la seconda edizione del bando «Ragazzi!! Noi ci siAmo». Con quale obiettivo?

Il bando prevede un contributo fino a 200 euro per iscrivere i figli ad attività culturali, ricreative, sportive ed educative organizzate da associazioni, società sportive, enti o cooperative. E – con questa nuova edizione – abbiamo pensato di introdurre delle novità per allargare la platea dei giovani interessati: la fascia di età è stata estesa fino ai 18 anni (dai 10 anni), la soglia di reddito si sposta da 30 mila a 60 mila euro e potranno accedere al contributo anche le famiglie con figli che frequentano un’attività fuori dai confini cittadini. Con questo bando vogliamo promuovere la ripresa delle attività extrascolastiche dei ragazzi, auspicando che la comunità riesca a riannodare i fili spezzati dall’isolamento del lockdown che ha colpito tutti, ma in particolare gli adolescenti. L’obiettivo è offrire ai nostri giovani concittadini spazi di crescita sana e di relazioni buone per ricostruire quel senso di appartenenza e di comunità che il Covid-19 ha minato nei mesi scorsi.

Qual è, secondo lei, lo scenario che ci aspetta nei prossimi mesi?

Insegnanti, genitori, educatori e studenti devono imparare a osservare e prendere posizione di fronte a fenomeni di “emergenza sociale”, come la droga, rifiutando l’indifferenza. Credo che si debba partire, o ripartire, da qui: è una sfida impegnativa, ma necessaria. Un obiettivo che deve essere comune. Farla insieme, farla in tanti, è l’impegno che anche noi come amministratori ci prendiamo.

 

 

Ufficio stampa Comune di Monza

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