LA RIVISTA DELLE FARMACIE COMUNALI DELLA TUA CITTÀ

Il mondo del volontariato al tempo del Covid

Tante le forze messe in campo

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È quasi un anno che il mondo è stretto nella morsa del coronavirus. Il Covid-19 ha messo in ginocchio non solo la sanità, ma anche l’economia e la salute mentale. In questi dodici mesi, accanto all’emergenza prettamente sanitaria che ha visto medici e infermieri impegnati in prima linea nei reparti Covid e i volontari delle Croci impegnati senza sosta nei soccorsi, è emersa anche un’altra emergenza che non ha risparmiato neppure la nostra ricca Monza e Brianza.

Tante le famiglie che dall’oggi al domani si sono ritrovate a dover riorganizzare la propria vita e spesso a dover stringere la cinghia: genitori in cassa integrazione, ragazzi che non sempre erano dotati di strumentazione informatica per seguire le lezioni da remoto, difficoltà a pagare utenze e mutuo e molte volte anche a riempire il carrello della spesa. Molti anziani che vivono da soli hanno patito l’isolamento sociale, trascorrendo le giornate davanti alla televisione; quelli ospitati nelle case di riposo hanno risentito il non poter rivedere e riabbracciare figli e nipoti.

Ma proprio in questo drammatico spaccato monzese al tempo del Covid il mondo del terzo settore ha tirato fuori il meglio di sé. Accanto agli interventi del Governo, della Regione e del Comune è proprio il mondo del volontariato che ha giocato un ruolo fondamentale.

Tante le dimostrazioni di quel sapersi rimboccare le maniche del popolo brianzolo che hanno dato una boccata d’ossigeno e fatto sentire meno soli chi – dalla corsia a casa – combatteva contro questa emergenza, rispondendo alle esigenze concrete delle persone.

I ristoratori, obbligati a chiudere le loro attività, si sono trasferiti sia in primavera sia in autunno nella cucina da campo degli alpini preparando gratuitamente pranzi e cene per i medici e per gli infermieri impegnati nei reparti Covid, e per i volontari delle Croci. Loro ci hanno messo professionalità e tempo, i cittadini (non solo brianzoli) hanno sempre riempito le dispense. Cibo che è stato poi consegnato (sempre gratuitamente) da uno stuolo di volontari. E quello in eccedenza veniva consegnato alla mensa dei frati della Madonna delle Grazie che in questi mesi ha continuato a garantire un pasto a decine di persone in difficoltà.

La difficoltà a riempire la dispensa è stata una preoccupazione costante che ha afflitto una percentuale non irrisoria di cittadini. Lo sanno bene i volontari della San Vincenzo, della Caritas e della Croce Rossa di Monza che, accanto alle richieste delle famiglie che già prima della pandemia seguivano con la consegna dei pacchi alimentari, si sono trovate a dover accogliere e soddisfare le richieste di aiuto dei nuovi poveri. Sono state organizzate raccolte fondi e “spese sospese” che, anche con l’aiuto di imprenditori, privati e Club di servizio, hanno permesso a molte famiglie di affrontare queste difficoltà o consegnando direttamente i pacchi alimentari, oppure attraverso i buoni spesa. Una richiesta di cibo che non si è mai interrotta e che ancora oggi, in quella che si preannuncia essere la probabile terza ondata della pandemia, vede ancora molti monzesi non riuscire a mettere insieme il pranzo con la cena.

Poi l’emergenza sociale dei ragazzi. Anche in questo caso la generosità ha fatto goal: privati e Club di servizio hanno donato pc e tablet a numerosi studenti che, altrimenti, non avrebbero potuto seguire la didattica a distanza. Le associazioni sportive hanno cercato di mantenere vivo il contatto con i loro atleti con allenamenti a distanza.

Con la speranza che, tutto quello che vi ho raccontato, possa essere ben presto solo un ricordo.

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