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Emergenza Ucraina: il cuore straordinario dei monzesi

Attiva la rete della solidarietà

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Ancora una volta i monzesi non hanno perso tempo. Ancor prima che la macchina istituzionale si mettesse in moto parrocchie, associazioni e semplici cittadini hanno iniziato a mobilitarsi per la popolazione ucraina. Raccolta di viveri, vestiti, coperte, medicinali da portare alle persone che vivono sotto i bombardamenti. Ma ben presto ci si è attivati anche per salvare donne, bambini e anziani. Così che, accanto alla grande squadra che raccoglie e smista vestiti, cibo e farmaci si è immediatamente attivata anche una rete di persone per andare al confine a recuperare i profughi. A Monza il primo pullman carico di 50 tra bambini, mamme e nonni è arrivato l’8 marzo. Una straordinaria macchina della solidarietà nata dalla tenacia dell’avvocato Agostino D’Antuoni ma realizzata grazie al supporto dell’associazione Ti do una mano Onlus che da anni accoglie in Brianza bambini e ragazzi dall’Ucraina per periodi di vacanza. Una grande macchina organizzativa che ha visto il Comune di Monza in prima linea con il diretto coinvolgimento dei rappresentanti Terzo settore e del tavolo Monza.Con: il Comitato di Monza della Croce rossa italiana, il consorzio Comunità Brianza, la San Vincenzo, la Caritas, la Casa del volontariato, l’associazione Salvagente, il consorzio Exit, l’associazione Ti do una mano, Food for all, l’Armadio dei poveri e Fondazione della comunità Monza e Brianza.

Nel frattempo, l’amministrazione monzese ha attivato anche un numero di telefono. Telefonando al numero di emergenza 334.6311270 (gestito dal settore Servizi sociali) sarà possibile comunicare la disponibilità di fornire temporaneamente alloggi e appartamenti destinati a piccoli nuclei familiari, o di ospitare i profughi direttamente nelle proprie case. Il numero, inoltre, fornirà un supporto utile a tutta la popolazione ucraina residente a Monza, sarà per questo strettamente correlato con lo sportello InformaStranieri del Comune, che si avvale anche di mediatori linguistici, i quali potranno dare informazioni sui ricongiungimenti familiari e qualsiasi altro bisogno. Il numero di telefono è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 12. Inoltre, è disponibile, per gli stessi motivi, l’indirizzo email emergenzaucraina@comune.monza.it

Ben presto la lista delle associazioni che hanno aderito a questa gara di solidarietà si è allungata grazie all’immensa generosità e alla rete di contatti che nel corso dei giorni si sono infittiti. Così che l’8 marzo ad accogliere i primi 50 bambini e mamme provenienti dall’Ucraina giunti sul piazzale della chiesa di San Pio X c’erano anche i medici della Fondazione Monza e Brianza per il bambino e la sua mamma che hanno accolto nella loro struttura anche alcuni bambini malati di leucemia, il Comitato Maria Letizia Verga e l’associazione Lele Forever che si stanno occupando anche dell’accoglienza nelle loro strutture delle mamme.

Ma sono le foto e i racconti a microfoni spenti che caricano il cuore di speranza e di ottimismo. I racconti dei volontari che sono arrivati al confine e hanno aperto gli sportelli degli autobus, delle auto e dei furgoncini facendo salire mamme stravolte da ore di camminate a piedi, portando in braccio il proprio bambino, consolandolo, sfamandolo con gli ultimi biscotti rimasti nella borsa. E quei bimbi, alcuni con gli occhi smarriti. I più piccoli frastornati e stanchi che si addormentano subito non appena si siedono. I più grandi spaventati per quello che hanno visto e sentito, per i ricordi di una casa e di amici che dall’oggi al domani (e senza sapere perché) hanno dovuto abbandonare. Le lacrime scorrono sul viso delle madri e delle mogli che in Ucraina hanno lasciato i figli e i mariti per combattere, e non sanno se potranno riabbracciarli.

Ma il cuore grande dei monzesi sta cercando di riportare serenità nei loro cuori e un sorriso sui loro volti. Aprendo le porte di casa, facendoli sentire al sicuro, ricordando loro (traduttore alla mano o in inglese) che qui finalmente sono al sicuro.

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