LA RIVISTA DELLE FARMACIE COMUNALI DELLA TUA CITTÀ

Farmaciste e mamme durante il Covid-19

Dividersi tra lavoro, figli, tecnologie e mondo a distanza

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Abbiamo scritto e-mail dal divano, fatto riunioni in video al tavolo della cucina, telefonato dal terrazzo, e conference call persino dal bagno. Tutto ciò mentre anche i nostri figli trasformavano le stanze dell’appartamento in aule virtuali oppure in luoghi di ricreazione da condividere in chat. Non è vero che essere stati a casa durante il lockdown equivale a essere stati in vacanza. Anzi.

Nella maggior pare dei casi, durante l’emergenza Covid-19 le donne hanno sostenuto il maggior onere di una gestione familiare ancor più complessa e trasformatasi senza preavviso e tempi di preparazione.

Una delle farmaciste delle farmacie comunali di Genova e mamma di una bambina di 12 anni, la dottoressa Maura Dagnino, si è prestata come “portavoce” del mondo delle mamme che hanno affrontato l’emergenza.

 

Partiamo dalle origini, quando è iniziato il “delirio Covid-19”.

«Con il discorso del “fermo scolastico” per la settimana bianca imposto dalla scuola, mia figlia come gli altri bambini si è fermata a casa dai primi giorni di marzo. Da quel momento tutta la routine pianificata della nostra vita è inevitabilmente stata sconvolta.

Prima i bambini andavano a scuola al mattino – qualcuno tutto il giorno – e i genitori al lavoro. I nonni o le babysitter erano arruolati in particolari orari prestabiliti per portarli a casa, a fare sport, a catechismo. E alla sera finalmente insieme per raccontare il vissuto della giornata. Poi, con l’arrivo di questo minuscolo esserino (il virus), è esploso il caos! Non ci sono più state certezze».

 

La gestione lavoro e figli è diventata l’emergenza nell’emergenza.

«Esatto. Con lo smart working per qualcuno si è risolto il problema di una presenza in casa per i bambini più piccoli: nido, asilo ed elementari. Chi ha potuto ha lavorato da casa tranquillamente… più o meno… Le grida dei bambini che giocando ti saltando intorno mentre sei collegato on line in una riunione con il dirigente di turno non sono certo mancate! E chi non poteva lavorare in smart working? Ferie, congedo parentale, aspettativa… Nel mio caso il lockdown ha coinciso con un congedo per altri motivi familiari. Ma penso alle colleghe che hanno presidiato quotidianamente la farmacia in una situazione di tale pesantezza e preoccupazione».

 

E poi la novità della didattica a distanza, ormai familiarmente chiamata Dad.

«Nessun problema! Che ci vuole a scaricare una piattaforma su cui collegarsi con le maestre tutti i giorni e tenere tuo figlio fermo, davanti al pc per due ore senza doverlo legare alla sedia? Mio marito ha installato tranquillamente tutto quello richiesto dalla scuola, noi siamo solo in tre e non abbiamo avuto problemi. Altri non avevano pc per tutti i membri della famiglia, altri avevano connessioni debolissime, altri non avevano nessun pc, essendo abituati a utilizzare lo smartphone che, però, si è rivelato assai scomodo per seguire ore di lezione. Alcuni giorni poi i collegamenti per le lezioni erano in parte al mattino e altri nel tardo pomeriggio richiedendo ai bambini di alternare svago e concentrazione per lo studio in vari momenti della giornata».

 

Riflessioni sull’inizio dell’anno scolastico?

«Bella domanda. Per ora confidiamo in una data, il 14 settembre. Distanza tra bambini, mascherina fino a quando non sono seduti nel loro banco. Perfetto. Nella aule della scuola dove mia figlia inizierà la prima media non c’è abbastanza spazio: 10 bambini alla volta. Forse 10 al mattino e 10 al pomeriggio. Si vedrà. La didattica a distanza (DAD) adesso è sconsigliata per elementari e medie».

 

E i genitori come possono organizzarsi rispetto agli impegni lavorativi?

«Di sicuro non in smart working per chi come me e le mie colleghe è farmacista. Il nostro lavoro è a contatto con il pubblico. Ma è cambiato anche questo: oggi usiamo mascherine, occhiali, visiere, barriere in plexiglass con un foro in basso per prendere il denaro. Sarà la nuova realtà di tutti coloro che lavorano a contatto con il pubblico?».

 

Una riflessione da mamma e farmacista.

«Oggi ci sono poche certezze per riorganizzare il nostro quotidiano e quello dei nostri figli se non l’impegno che tutti dobbiamo prendere di prestare attenzione a non far diffondere questo virus. Dobbiamo impararlo noi adulti e insegnarlo ai nostri figli, infondendo loro comunque fiducia nel domani, come da genitori non abbiamo smesso di fare anche durante l’emergenza. Da operatrice sanitaria confido nella prevenzione e nella scienza per un domani più in salute».

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