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Covid-19: allergie e asma

Non tutto il “male” (asma e allergie) viene per nuocere?

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L’attuale pandemia di COVID-19 sta preoccupando notevolmente tutti noi e, seppur ora vi sia un vaccino disponibile, le norme di prevenzione continuano ad apparire strategiche per cercare di evitare di contrarre la malattia.

Sono state fatte molte ricerche, ma ancora non si comprende esattamente coma mai certi soggetti rimangano risparmiati dal contagio, altri contraggano la malattia solo in maniera asintomatica, altri ancora sviluppino una malattia lieve o comunque poco preoccupante, mentre alcuni soggetti sviluppino una forma molto grave e pericolosa di COVID-19.

Sicuramente sono state individuate delle categorie a rischio di contrarre forme gravi di COVID-19, in particolare si tratta di persone fragili, che spesso presentano patologie preesistenti, tra cui l’ipertensione, il diabete mellito, l’obesità ed altre patologie croniche, sono di età avanzata ed hanno un sistema immunitario poco efficiente.

Inizialmente era stato prospettato che anche i soggetti asmatici rientrassero nella categoria a rischio di sviluppare COVID-19 in maniera grave. In realtà, due recenti studi italiani hanno dimostrato proprio il contrario.

Gli studi italiani

Il primo studio è stato condotto su una popolazione pediatrica e prevedeva l’arruolamento di tutti i bambini e adolescenti che affluivano ai reparti di Pronto Soccorso dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova e dell’Ospedale San Matteo di Pavia. I risultati dello studio sono stati da poco pubblicati sulla prestigiosa rivista Allergy (che è l’organo ufficiale dell’Accademia Europea di Allergologia e Immunologia Clinica). Su 52 bambini e adolescenti ricoverati per COVID-19 solo 2 erano allergici (uno era affetto da rinite allergica e l’altro da dermatite atopica) ed uno asmatico. Quindi con una percentuale molto inferiore alla prevalenza media delle due patologie: circa il 30% per le allergie ed il 10% per l’asma. Una possibile spiegazione di questo effetto protettivo giocato dall’allergia e dall’asma potrebbe essere dovuta alle cellule eosinofile. Gli eosinofili sono globuli bianchi circolanti nel sangue periferico che aumentano, anche notevolmente, in queste due malattie. Ma gli eosinofili svolgono anche un ruolo molto importante nella difesa nei confronti delle infezioni virali (il COVID-19 è appunto un coronavirus). Infatti, i pazienti affetti da coronavirus presentano valori bassissimi, se non nulli, degli eosinofili. Al contrario i soggetti allergici e asmatici, avendo un livello elevato di eosinofili nel sangue, potrebbero essere protetti dal coronavirus.

A sostegno di questi interessanti risultati viene un altro studio italiano che ha valutato i dati clinici di circa 500 pazienti ricoverati in ospedali del Nord Italia per COVID-19. I risultati di questo studio sono in corso di pubblicazione sulla stessa rivista (Allergy). Anche in questo lavoro è stato dimostrato che i soggetti allergici sviluppavano una forma di malattia significativamente meno grave dei soggetti non-allergici.

In conclusione, le allergie e l’asma non sembrano essere fattori di rischio per il COVID-19, ma occorre comunque ricordare che i soggetti allergici e asmatici, durante questa pandemia, non devono assolutamente sospendere le terapie in atto, che permettono di mantenere il controllo dei sintomi e prevenire le riacutizzazioni, come sottolineato da un altro recente studio italiano che ha analizzato i dati su scala nazionale di bambini ed adolescenti trattati con farmaci biologici con risultati efficaci ed in piena sicurezza.

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