LA RIVISTA DELLE FARMACIE COMUNALI DELLA TUA CITTÀ

Occhiali per guardare… oltre

Due progetti che mettono al centro il valore della vista

44

La vista è il senso più importante perché ci permette di raccogliere oltre l’80% delle informazioni che ci giungono dall’ambiente. Averne una riduzione è altamente invalidante perché impatta significativamente sulla qualità di vita della persona che ne soffre, limitandone ampiamente l’autonomia.

Certamente, l’ausilio degli occhiali da vista sopperisce tale criticità. Ma se non è possibile permettersi l’acquisto degli occhiali? 

Dal desiderio di dare risposta a questa domanda, sono nati due progetti di solidarietà dalla volontà sinergica di AFM, istituzioni e volontariato del territorio per la fornitura di occhiali da vista a persone in difficoltà che non potrebbero permettersi l’accesso, per questioni economiche, a questi dispositivi fondamentali per una buona salute e socialità.

«Occhiali da vista come simboli di libertà sia per le persone in carcere sia per chi ha una situazione di fragilità» con questa espressione Paola Nocenti, direttore generale di AFM, sintetizza la filosofia che sottende i due progetti, uno con il carcere di Ferrara e l’altro con il Distretto 108tb Lions Club.

Per guardare oltre il muro

Essendo AFM Farmacie Comunali Ferrara un’azienda del Comune di Ferrara, è anche dal contatto diretto con chi governa la nostra città e ne conosce i bisogni che prendono le mosse i progetti e le iniziative. La donazione che a maggio AFM ha fatto alla casa circondariale di Ferrara nasce dal rapporto che già in passato esisteva tra queste istituzioni e dall’attenzione che abbiamo pensato di riservare, in un momento difficilissimo come questo, alle persone che si trovano nella struttura di via Arginone.

Siamo partiti da una semplice constatazione, particolarmente evidente in periodi di confinamento: quanto la vista sia strettamente connessa al concetto di benessere psicofisico.

Così abbiamo acquistato un certo numero di occhiali da lettura, di diverse gradazioni e pensato che, tra le persone che maggiormente avrebbero potuto trovare sollievo dalla lettura e dalle altre attività che una buona visione consente, c’erano sicuramente i reclusi, ai quali dovevamo prestare attenzione.

I contatti con il Garante dei diritti dei detenuti, la direzione e il Responsabile sanitario della struttura carceraria ci hanno confermato la realtà dei fatti e le necessità. L’intervento dell’assessore alle politiche sociali Cristina Coletti, che ha condiviso da subito l’iniziativa, ha consentito di organizzare rapidamente la consegna del materiale.

Oltre agli occhiali abbiamo pensato che sarebbe stato utile fornire anche altri prodotti di cui potesse avere bisogno in particolare chi, per motivi di scarsa disponibilità economica o di distanza dai propri familiari, vive il periodo di reclusione con maggiore difficoltà. Prodotti per l’igiene personale, repellenti per insetti, sali minerali ecc. crediamo siano fondamentali durante il periodo estivo. Abbiamo ritenuto anche di sostenere gli ambulatori interni attraverso materiale sanitario di cui avessero urgente necessità e noi disponibilità immediata.

Crediamo che questa donazione rappresenti un segnale importante di attenzione a situazioni di grave fragilità e che la collaborazione con l’amministrazione carceraria della nostra città sia certamente un contatto da mantenere anche in futuro, sviluppando magari altre possibili iniziative.

«È bello pensare che gli occhiali possano rendere possibile una visione alle persone che si trovano in carcere. È una forma di vicinanza importante – racconta Diego Arcudi, responsabile programma sanità penitenziaria del carcere di Ferrara –. Una vicinanza che deve sottendere l’ascolto della realtà in un istituto penitenziario. 

Fra i vari problemi che affliggono i carcerati, e di cui non si parla, vi sono gli occhiali. Può forse apparire di poco conto, invece può contribuire a fare la differenza per la qualità della vita.

Nella maggioranza dei casi i detenuti non possono procurarsi gli occhiali anche se, a seguito di visita medica, vengono loro prescritti. Pochi di loro, infatti, hanno la possibilità di comprarseli: troppo cari per chi ha una scarsa disponibilità economica».

«Si sa quanto la lettura, la scrittura, i piccoli lavori manuali siano sempre di aiuto e di conforto, ma spesso non si comprende quanto diventino fondamentali nel momento in cui vengono meno altre possibilità della vita quotidiana, come accade in carcere. Se non si posseggono gli occhiali da vista,  tale conforto non sussiste – prosegue il dottor Arcudi –. In particolare, significativa è la differenza tra i detenuti lavoranti e non. L’attività microsociale creata dall’esperienza lavorativa diviene stimolo per una diversa visione dell’oggi e del domani. Inoltre, poter disporre di risorse economiche, seppur piccole, permette di acquistare alcuni beni come quelli ora donati da AFM insieme agli occhiali. Piccoli esempi utili a mostrare quanto nella vita in carcere sia fondamentale valutare la salute dei detenuti dal doppio punto di vista: organico e psicologico».

Usati, ma per una nuova vita

120 milioni. È questo il numero delle persone nel mondo che si calcola abbiano problemi di vista. Di queste, numerose non possono permettersi un paio di occhiali da vista. Parallelamente, è assai elevata la quantità di occhiali non più utilizzati che giacciono nei cassetti o che vengono gettati nei rifiuti. Come incrociare queste due realtà?

Da oltre 30 anni, Lions Club International è una realtà attiva nella raccolta, rigenerazione e donazione di occhiali usati. Dopo gli storici centri di raccolta, prima in Francia poi in Spagna, il 15 aprile 2003 nasce il Centro Italiano Lions per la Raccolta degli Occhiali Usati a Chivasso in provincia di Torino. Gli occhiali pervenuti al Centro, vengono puliti, suddivisi in base alla gradazione e confezionati dai volontari.

«Gli occhiali riciclati vengono distribuiti alle persone che ne hanno bisogno – spiega Lionella Ragazzini, ambasciatrice internazionale per la raccolta occhiali usati e referente del progetto del Distretto 108 tb a cui appartiene Ferrara –. Varie sono le situazioni di necessità sia in Italia sia all’estero: adulti e bambini con fragilità economica che non possono affrontare l’acquisto, anziani in casa di riposo a cui si sono rotti, persone che li hanno persi durante una calamità. Ad esempio, ne abbiamo consegnati 2500 alle persone reduci dal terremoto dell’Aquila».

«Curiamo che la distribuzione degli occhiali avvenga sempre direttamente alla persona a cui sono destinati tramite missioni di Lions medici, ottici, volontari – sottolinea Lionella Ragazzini –. Il momento della consegna, oltre a essere una forma di controllo in Paesi ove gli occhiali potrebbero divenire prodotto di scambio nel mercato nero, può arricchirsi di forti emozioni. Ricordo l’entusiasmo di un bambino in Africa che – indossando gli occhiali – quasi con stupore disse “vedo l’albero”. Inoltre, il valore del progetto ha pure una componente ambientale. Infatti, anche le custodie degli occhiali raccolte riacquistano utilità: se di materiale plastico, vengono trasformate in posacenere, mentre quelle in tessuto divengono borsellini o pochette».

 

Progetto nazionale Lions:

www.raccoltaocchiali.org

I commenti sono chiusi.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza ed erogare servizi di qualità. Utilizzando questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie. Accetto Informativa sulla Privacy