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Ricerca scientifica in Italia: sosteniamola

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La ricerca scientifica, in tutti i campi, svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo e per i benefici della collettività. Può dare un grande contributo a trovare soluzioni che contemperino l’economia di oggi con i bisogni delle generazioni future, che salvaguardino la tutela delle biodiversità, che attenuino lo squilibrio fra ricchezza e povertà, che offrano percorsi di cura capaci di tradursi in diffusione di benessere.

Il metodo della ricerca si basa sul cogliere le sfide, applicare i saperi e trovare soluzioni attuabili. Perché l’innovazione generata dalla ricerca è tale solo se porta benefici alle persone.

Un esempio recente di tale percorso virtuoso giunge dal Nobel per la chimica 2022 assegnato a Carolyn Bertozzi, Morten Meldal e Barry Sharpless “per lo sviluppo della click chemistry e della chimica bioortogonale”, tecniche per ingegnerizzare le molecole biologiche.

Lo studio e lo sviluppo della “chimica a scatto” e delle reazioni bioortogonali sono alla base di molte applicazioni sia nell’ambito della chimica che in medicina. In particolare, la “chimica dei clic” viene utilizzata nello sviluppo di prodotti farmaceutici e per mappare il Dna, mentre grazie all’uso di reazioni bioortogonali i ricercatori hanno migliorato il targeting dei farmaci antitumorali, cioè la loro capacità di raggiungere un preciso bersaglio.

Affinché la ricerca scientifica sia fertile e crei ricadute positive a favore della collettività, deve essere posta nella sua giusta posizione culturale e operativa. Nel nostro paese la ricerca è assai distante dall’essere nella “giusta posizione”. Citando le parole dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri – Irccs “Non c’è da stupirsi delle precarie condizioni in cui si trova la ricerca scientifica in Italia. La pandemia ha messo in evidenza, se ce ne fosse bisogno, la sua debolezza. Abbiamo circa la metà dei ricercatori rispetto alla media dei paesi europei avanzati e conseguentemente circa la metà della spesa – si dovrebbe dire investimento – e circa un terzo rispetto alla Germania”.

La generosità dei singoli cittadini e del settore no profit spesso sopperisce alle carenze di fondi, soprattutto nella ricerca in campo medico. Ne sono esempio il sostegno della Fondazione Acaref ai progetti di studio condotti dall’Università di Ferrara sull’atassia spinocerebellare e l’attività della Fondazione Airc per la ricerca sul cancro che presentiamo in questo numero con l’intervista a Paola Peruffo, referente Airc Ferrara.

Sosteniamo la ricerca scientifica e impegniamoci affinché possa essere posta nella giusta posizione culturale e operativa anche nel nostro paese.

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