LA RIVISTA DELLE FARMACIE COMUNALI DELLA TUA CITTÀ

Grazie alla scienza, torniamo al quotidiano

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Sono passati già quasi due anni da quando il virus SARS-CoV-2 è entrato nella nostra vita. Sconvolgendola, trasformandola, modificandone pesantemente i comportamenti, portando preoccupazione in ogni casa e seminando spesso disperazione.

Per forza di cose le energie e le risorse degli stati e delle comunità locali si sono orientate alla ricerca di risposte utili a contrastare questa che si andava accreditando come pandemia. Vale a dire infezione che si diffonde rapidamente, superando ogni ostacolo geografico.

E questi sforzi massicci, per fortuna, hanno portato velocemente a importanti risultati in termini di comprensione della malattia, della sua gestione clinica, fino alla scoperta di un vaccino efficace che ha determinato un rallentamento della progressione e della gravità dei casi, aprendo a nuove prospettive.

Oggi, spero di non sbagliarmi, possiamo guardare con maggiore fiducia alla stagione invernale che si avvicina; possiamo sperare che, con tutte le cautele e le precauzioni del caso, le attività a partire dalla scuola possano riprendere la loro consuetudine. Di danni e di drammi, dal punto di vista sociale ed economico, questo virus ne ha già fatti troppi.

Soprattutto, voglio sperare con voi che riprenda a funzionare a pieno regime anche quella macchina articolata e complessa che è la macchina della salute.

Fatta di prevenzione, diagnosi precoci che permettano di riconoscere i primi segni di una malattia affinché possa essere gestita tempestivamente ed efficacemente. Fatta di ricoveri, interventi, terapie post-acuzie… quella quotidianità di cui ha bisogno ogni malato, da qualunque malattia sia affetto.

Fatta di possibilità di accedere agli ambulatori e agli ospedali, senza troppi slalom faticosi e complessi che, specie per i meno attrezzati come gli anziani, si rivelano non di rado ostacoli difficili da superare.

Il Covid ha, per forza di cose, complicato pesantemente la gestione del pianeta malattia, costringendo a scelte difficili e dolorose. Ma oggi, grazie all’impegno del mondo della scienza e dei suoi addetti, possiamo sperare di rimetterla progressivamente sui binari giusti.

Quelli dell’attenzione mirata alle esigenze individuali, della tutela personalizzata.

Tornando agli sforzi che il mondo scientifico ha fatto e continua a fare e ai frutti che ha prodotto nella ricerca dei mezzi idonei per contrastare il Coronavirus, un’ultima considerazione credo si imponga. Ogni risultato che si ottiene deve essere per tutti. Universale, esteso anche a chi ha meno o non ha mezzi, in qualsiasi parte del mondo si trovi. Questo virus ce lo ha ricordato; il mondo è uno soltanto, le persone sono tante, si muovono continuamente e nessuna barriera potrà fermare un microrganismo che si è messo in testa di viaggiare con loro. E, soprattutto, le persone hanno lo stesso diritto di proteggersi e di vedere riconosciuta la loro dignità tutta intera.

Per finire dico grazie a tutti i ricercatori che quotidianamente si pongono domande, sperando che dai loro laboratori escano risposte. Destinate a ogni essere vivente.

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