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Come difendersi dalla zanzara tigre

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La zanzara tigre, conosciuta anche come Aedes albopictus, è considerata uno dei principali insetti invasivi. La sua diffusione desta non poche preoccupazioni a livello sanitario perché è un vettore biologico di virus e patogeni. Ecco allora come riconoscerla e come difendersi. 

Diffusione della zanzara tigre

Negli ultimi decenni la zanzara tigre si è diffusa globalmente a causa del trasporto accidentale delle sue uova, avvenuto attraverso il commercio di prodotti extraeuropei, come piante ornamentali con radici all’interno di substrati inumiditi (più informazioni disponibili sul sito dell’ISS). 

In Italia, la zanzara tigre è presente ormai da quasi 30 anni: si tratta di una specie molto adattiva, in grado di deporre uova che resistono all’essiccamento e al freddo, riuscendo così a compiere il ciclo di sviluppo larvale completo che solitamente avviene in piccoli contenitori con poca acqua stagnante. Solo le femmine pungono, in pieno giorno, uomo e animali, sia all’aperto che in spazi chiusi.

Da uno studio condotto in alcune regioni dell’Italia settentrionale è stato riscontrato un aumento delle femmine adulte nel periodo compreso tra maggio e settembre, con un picco alla fine di luglio; nelle regioni centrali di solito i picchi di abbondanza si rilevano in giugno-luglio e in settembre-ottobre.

Come distinguerla da una zanzara normale

Al mondo esistono oltre 3.500 specie di zanzare. In Italia se ne contano circa 66. 

Fra queste, alcune sono di origine esotica proprio come la zanzara tigre. Riuscire a riconoscerla è abbastanza semplice perché ha un aspetto caratteristico e generalmente distinguibile da una normale zanzara. 

La sua grandezza va dai 4 agli 8 cm, e il suo particolare aspetto è caratterizzato dal corpo nero a bande trasversali bianche, sull’addome e zampe, mentre sul dorso è presente una tipica striscia bianca. Tuttavia, esistono delle specie “cugine”, come la zanzara coreana e quella giapponese che le assomigliano molto. In questo caso il riconoscimento può essere fatto solo da entomologi esperti. 

Raccomandazioni per difendersi dalle punture di zanzara tigre

Vista la sua diffusione sempre più capillare, in Italia è stato emesso il Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi (PNA) 2020-2025, in cui sono esposte tutte le azioni di contrasto alla diffusione della zanzara tigre. Si tratta di precauzioni mirate a limitare tutte quelle situazioni e comportamenti che possono facilitare la riproduzione della specie. 

Per prima cosa è fondamentale l’individuazione e rimozione dei focolai larvali, cioè delle piccole raccolte d’acqua dove possono svilupparsi le larve della zanzara tigre, attraverso pulizie, controlli e disinfestazioni. 

Per difendersi al meglio ecco in breve le raccomandazioni indicate dal piano di prevenzione:

  • Evitare l’abbandono e l’accumulo all’aperto di materiali o recipienti che possano raccogliere l’acqua piovana;
  • Eliminare l’acqua dai sottovasi, dagli annaffiatoi, dai bidoni, dai copertoni e innaffiare direttamente gli orti e i giardini, senza mantenere riserve di acqua a cielo aperto;
  • Trattare ogni 7-10 giorni con prodotti larvicidi, a uso domestico, i tombini e tutti i recipienti inamovibili, posti all’esterno;
  • Utilizzare i repellenti efficaci contro la zanzara tigre, a base di principi attivi tra i quali deet e icaridina, in forma di crema o spray, con cautela e secondo quanto indicato in etichetta;
  • Soprattutto nelle aree di pianura o bassa collina, schermare porte e finestre con zanzariere o reti a maglie strette; per la protezione di culle e lettini possono essere utilizzati anche veli di tulle di cotone;
  • Nel caso di vasche o fontane in giardini esterni, è consigliabile introdurre dei pesci rossi, predatori delle larve di zanzara. 

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Patologie causate dalla zanzara tigre

La zanzara tigre risulta molto abile nel trasmettere diverse infezioni virali, tra le quali alcune anche molto serie. Tra le principali patologie virali causate da questa specie abbiamo la dengue, la chikungunya e la febbre gialla.

La dengue è una tipologia di febbre che si manifesta dopo un periodo di incubazione di 3-15 giorni, con sintomi improvvisi come febbre, brivido, cefalea, dolori articolari ed oculari, lombalgia e grave prostrazione. 

La chikungunya è una malattia febbrile acuta che esordisce con febbre e dolori articolari che colpiscono mani, polsi, anche e piedi. La sintomatologia si sviluppa generalmente 4-8 giorni dopo la puntura di una zanzara infetta, con una variabilità da 2 a 12 giorni. La maggior parte dei pazienti guarisce dopo pochi giorni, ma in alcuni casi i dolori articolari possono persistere per settimane, mesi o anche più. Questo virus nello specifico può causare una malattia acuta, subacuta o cronica.

Altri segni comuni che si possono manifestare comprendono: dolori muscolari, cefalea, esantema cutaneo e leucopenia, più raramente anche dolori gastrointestinali e fastidio agli occhi.

La febbre gialla è sempre una malattia infettiva simile alle altre che si manifesta nei 3-6 giorni successivi all’infezione. I sintomi includono febbre elevata accompagnata da brividi, cefalea, dolori muscolari, nausea e vomito. I pazienti colpiti da questa forma benigna solitamente guariscono in 3-4 giorni. 

Ricordiamo che è sempre fondamentale, in presenza di sintomi, rivolgersi subito ad un medico per poter diagnosticare in tempo l’eventuale patologia virale causata dalla puntura di una zanzara tigre.  

 

Per altri chiarimenti e informazioni non esitare a rivolgerti alla tua farmacia di fiducia!

 

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