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Come calmare l’ansia con rimedi naturali

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“Come calmare l’ansia” è un quesito molto comune e se siete capitati in questo articolo forse siete alla ricerca di soluzioni per combatterla o quanto meno ridurla. Ecco allora che proveremo a fornirvi alcuni consigli e accorgimenti utili da adottare nel quotidiano per tenere sotto controllo uno stato ansioso o meglio ancora per prevenirlo.

Che cos’è l’ansia e come si manifesta 

Secondo la definizione dell’American Psychiatric Association, l’ansia è una reazione normale allo stress che in alcune situazioni può rivelarsi utile. L’ansia infatti è una risposta emotiva che il nostro organismo utilizza per avvisarci di una minaccia, mettendoci in guardia.

Si manifesta con cambiamenti a livello fisiologico e fa parte del nostro corredo biologico da migliaia di anni. A differenza però della paura, il manifestarsi dell’ansia è correlato alla percezione di una minaccia futura e non ad un pericolo imminente. 

Sebbene l’ansia sia una condizione alle volte indispensabile e positiva che ci permette di focalizzare le nostre energie sul superamento di una situazione particolarmente impegnativa (un colloquio di lavoro, un esame universitario, ecc.), superati certi livelli e presentandosi in modo più prolungato e intenso, l’ansia può dare origine a disturbi di diversa entità sul piano cognitivo, emotivo, fisico e comportamentale. 

Sintomi tipici di uno stato di ansia possono essere: eccessiva sudorazione, tensione muscolare, nausea, tachicardia, dolori addominali, ma anche disorientamento, confusione, sensazione di vuoto mentale, irritabilità e insonnia.

I sintomi di natura fisiologica sono letti in termini evoluzionistici come risposta del nostro corpo che si prepara a reagire ad una situazione di minaccia. La frequenza del respiro, il ritmo cardiaco e la pressione sanguigna aumentano per trasportare più ossigeno ai muscoli che devono essere pronti alla fuga o all’attacco. 

Si parla invece di ansia patologica quando la reazione risulta inappropriata rispetto all’evento temuto, tale da costituire un impedimento a svolgere normali attività. L’agitazione, in questo caso, invece di innescare una preparazione del corpo alla fuga, al contrario, produce un effetto psicosomatico paralizzante.

Quindi, come si può calmare l’ansia, che sia essa fisiologica o patologica?

Come calmare l’ansia patologica e fisiologica

Per contrastare l’ansia è importante prima di tutto riconoscerne i sintomi per comprenderne la natura e quindi anche l’origine e lavorare sulle cause. Nei casi di disturbi più invalidanti, come gli attacchi d’ansia, è bene rivolgersi a figure specializzate come ad esempio lo psicoterapeuta: la terapia cognitivo comportamentale è tra le più efficaci nell’affrontare i problemi di ansia patologica. Su indicazione del medico, potrebbe anche essere necessario intraprendere una terapia farmacologica attraverso la prescrizione di farmaci ansiolitici o antidepressivi. 

Ma al netto delle condizioni patologiche, è possibile affrontare i casi di ansia più comuni con metodi e rimedi di altra natura, che tendono a migliorare in generale lo stile di vita. Ecco gli accorgimenti più utili per ridurre episodi di ansia:

  1. Alimentazione: come sempre, alla base del benessere psicofisico c’è anche ciò che mangiamo (e come lo mangiamo). Fare pasti sani, leggeri e regolari, privilegiando cibi ricchi di vitamine e micronutrienti essenziali aiuta a raggiungere migliori risultati in termini di controllo dell’ansia. Le vitamine e altri principi nutritivi contenuti in verdura e frutta fresca aumentano la produzione della serotonina, il neurotrasmettitore che per così dire regola il buon umore. Non dimentichiamo inoltre che l’ansia si manifesta anche a livello intestinale: la flora batterica dell’intestino influenza moltissimo il nostro benessere mentale per questo è anche importante adottare una dieta il più possibile equilibrata.   
  2. Attività fisica: lo sport attiva la produzione di endorfine, le molecole che partecipano alla regolazione dell’umore, del benessere e del sonno. Per questo, praticare con regolarità attività fisiche, tra cui soprattutto sport all’aria aperta ma anche camminate in natura, aiuta a liberarsi dall’ansia. Lo sport inoltre favorisce l’ossigenazione, aumenta l’autostima e migliora la pressione arteriosa. 
  3. Sonno: è provato che dormire meno è tra i fattori chiave dei disturbi che riguardano l’ansia. Dormire 7-8 ore a notte a seconda del proprio fabbisogno e mantenere ritmi regolari (cioè alzarsi e andare a letto alla stessa ora) aiuta notevolmente a contrastare ansie e preoccupazioni. Per facilitare il sonno è bene limitare l’uso di bevande eccitanti e alcolici e di evitare di fumare prima di andare a letto. Per migliorare il sonno è valutabile anche l’assunzione di integratori a base di melatonina, teanina, griffonia o di acido gamma-amminobutirrico.
  4. Respirazione: durante gli stati di ansia è molto utile fare dei respiri profondi e controllati. L’ansia infatti può produrre iperventilazione, cioè un aumento della frequenza del respiro. Riuscire a rallentare il respiro aiuta notevolmente a sedare l’ansia. Esistono diverse tecniche di respirazione, una di queste suggerisce ad esempio di fare espiri ed inspiri della stessa durata, contando lentamente fino a quattro. Appoggiando la mano sull’addome deve percepirsi nettamente la sensazione di riempimento e svuotamento.  
  5. Stretching e meditazione: come abbiamo visto la tensione muscolare è uno dei sintomi con cui si manifesta l’ansia. È bene quindi fare esercizi volti a sciogliere i muscoli per evitare la formazione di contratture e irrigidimento generale. Pratiche come lo yoga, il pilates o il tai chi possono essere molto utili nella gestione dei disturbi d’ansia. Anche la meditazione procura notevoli benefici in tal senso perché abbassa i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress), diminuisce la pressione arteriosa e il ritmo cardiaco.

I sintomi dell’ansia non vanno mai sottovalutati, anche quando non si manifestano in forma particolarmente intensa e fastidiosa. Abbiamo visto come calmare l’ansia quando si manifesta in modo leggero, imparando a gestirli o prevenirli con uno stile di vita sano, ma nei casi di disturbi più seri è bene chiedere il consulto del proprio medico. 

 

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